The (instant) Golden Hour

Questa è la storia di una sfida un po’ assurda che ho lanciato a una delle mie classi. Partiamo dall’antefatto.

Alla fine del corso di fotografia di base che ho tenuto alle allieve della classe di Visual Design I presso l’Istituto Design Palladio di Verona, avevamo lanciato l’idea di fare un’uscita serale per scattare qualche foto al tramonto e subito dopo. Era però febbraio e la temperatura non invitava: abbiamo quindi rimandato la nostra gita serale attraverso Verona di qualche settimana.

L’abbiamo fatta ieri, mercoledì 6 maggio 2015. Partenza alle 18.30 da Castelvecchio e conclusione alle 21.30 in Piazza Erbe, raccogliendo circa trecento immagini che dovevano nelle prima intenzioni restare nell’album dei ricordi.

Il problema principale dei miei studenti è legato al fatto che percorro ogni mattina un’ora di strada in automobile per arrivare in classe. In quei sessanta minuti, non so perché, mi vengono le idee più strampalate. Questa specifica idea, battezzata The Golden Hour, è arrivata durante un rallentamento sulla corsia sud della A22.

Con lo stesso gruppo di ieri, stamattina avevo quattro ore di InDesign. Stavo cercando un progetto preparatorio all’esame: perché non un instant book fotografico virtuale, in PDF? Detto, fatto: quando le ragazze sono entrate in classe ho dichiarato candidamente che avevamo quattro ore per selezionare le foto, creare un layout, concepire dei testi e produrre un PDF sulla nostra uscita di poche ore prima. Raramente ho visto espressioni altrettanto sconcertate, ma altrettanto raramente ho visto qualcuno partire con altrettanto entusiasmo. Tre piccoli gruppi di lavoro: due image editors, due addette al layout, una ragazza per la parte testuale, con me come jolly. Quattro ore massimo: non un secondo in più.

Questa è la nostra copertina:

cover

E questo è il link del nostro instant book. Senza nessuna pretesa, senza alcun ritocco, con pochissima post-produzione: queste sono le foto, questo è ciò che abbiamo fatto, vediamo che giri riusciranno a fare le nostre immagini – che raccontano semplicemente la storia di un’uscita extrascolastica vista da sei paia di occhi diversi.

Da parte mia, un caloroso grazie a Chiara, Camilla, Giulia, Ilaria e Federica per l’entusiasmo e per non avere mai alzato gli occhi dal loro lavoro nello strettissimo tempo imposto.

Se vi fa piacere, condividete il link: è libero. E vediamo dove arriva la nostra ora dorata, prima di inabissarsi nel blu.

Grazie!
MO

[Aggiunta: ho scritto questo post mentre la classe preparava l’ultima versione dell’impaginato. Appena pronto il pdf ho pubblicato il tutto. Voglio solo ricordare che il salvataggio finale è avvenuto alle 12.59, con circa un minuto di anticipo sul previsto. Quanto adoro le missioni impossibili.]

7 pensieri su “The (instant) Golden Hour”

  1. Posso solo fare i complimenti al lavoro, e posso aggiungere che quello che vedono le donne, noi uomini non vedremo mai !! Bravissime

  2. la Brennero ha sempre in serbo qualche sorpresa, l’importante è cogliere le cose giuste! 🙂 ciaodo

  3. Faccio i complimenti per il lavoro e mi permetto di dire una cosa da non addetto al settore, ma sempre più appassionato:
    Un uscita fotografica con Marco Olivotto (con il lavoro che ne consegue) credo sia come possedere da poco una chitarra e passare una giornata con David Gilmour.

    Complimenti ancora e grazie per tutte queste risorse messe a disposizione.

    1. Alessando, ti ringrazio del tuo commento – sarebbe davvero lusinghiero… se io soltanto fossi un fotografo. Nego caparbiamente di esserlo, perché sarebbe poco etico da parte mia nei confronti di chi fotografo lo è davvero. Sono soltanto un appassionato, che ha studiato molta tecnica, che è curioso e caparbio, che sa mettere insieme uno scatto – ma che non potrebbe realmente accettare un lavoro in questo settore. Il mio lavoro principale è insegnare: credo fermamente che insegnare sia soprattutto aprire gli occhi di chi ha voglia di ascoltarti. E, beninteso, aprire i *suoi* occhi, non dargli i miei. Il risultato del nostro giro è stato totalmente libero. Ho spiegato all’inizio cosa stavamo cercando (una certa luce), che caratteristiche avrebbe avuto, come potevamo affrontarla, cosa potevamo aspettarci. E poi tutte le ragazze hanno lavorato senza costrizioni. Una passeggiata con gli occhi aperti e una macchina fotografica pronta. Come avrai notato, nella pagina finale non esiste gerarchia. L’unica cosa che mi rende vagamente intruso è la mia età e il fatto che sono l’unico uomo in un gruppo di donne – ma non il mio ruolo. Non siamo neppure in ordine alfabetico.
      Mi fa davvero piacere vedere che questo lavoro è stato condiviso moltissimo, rispetto alle mie aspettative, e che abbia avuto così tante visualizzazioni (eravamo oltre le 600 nelle prime 12 ore, poi ho smesso di verificare). Segno che a volte le intenzioni, al cielo piacendo, passano.
      Grazie ancora, a presto.

    1. Many thanks, Daniel: I had a great time in Bern and hope to come back soon. The SBF organization, and Werner’s in particular, was fantastic.
      Will write soon privately, as I told you ;).

      All the best,
      MO

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