Roadmap #42-#52 – (L’ultima)

Un gruppo di frequentatori di questo blog è apparentemente affezionato alle Roadmap: si tratta dei resoconti dei vari eventi da me svolti relativamente alla color correction, scritti di regola immediatamente dopo la loro conclusione. Sono sempre stati, nella mia idea, una specie di diario parallelo agli articoli principali, al punto da conquistarsi una sezione separata nel blog.

A tutt’oggi ho scritto quarantuno Roadmap, senza saltare alcun evento da quando ho iniziato a gestire questo spazio. Da qualche mese non ho più scritto nulla, saltando ben undici eventi, per due motivi. Il primo ha carattere strettamente temporale: i ritmi sono stati spesso così stretti che non ho avuto materialmente il tempo di compilare il mio “diario”. Il secondo è più essenziale: non ero certo che perseverare nella stesura delle Roadmap fosse la cosa migliore da fare. Mi sono trovato a chiedermi che cosa avrei dovuto realmente scrivere, e onestamente non avevo molte risposte sul tavolo. Se scrivo di qualcosa, per me è essenziale percepire che potrebbe essere perlomeno un po’ interessante; se non è così, scrivere diventa inessenziale.

Vediamo cosa ho lasciato indietro negli ultimi mesi, a puro titolo di cronaca. La DTC (Digital Textile Conference) organizzata da FESPA a Milano il 2 ottobre 2014. Il Creative Pro Show di Roma, con Armando Gallo, il 15 e 16 novembre. Un workshop  sulla post-produzione del glamour con Roberto Fiocco, vicino a Verona, il 17 gennaio 2015. Un corso di due giorni sulla correzione del colore a Piacenza, il 24-25 gennaio. Un secondo workshop con Roberto, sempre a Verona, per accomodare coloro che non erano riusciti a entrare nel primo, il 31 gennaio. Un corso di elementi di correzione del colore presso il circolo fotografico “Il Soffietto” di Soresina (CR) il 15 marzo. Nuovamente Piacenza, presso Fotofabbrica, con Massimiliano Carraglia, per due giorni di corso sulla post-produzione destinata alla stampa fine-art e le peculiarità della stessa, organizzato assieme a Wideland Photography, il 21 e 22 marzo. Un corso sulle basi della correzione colore presso ILAS, a Napoli, il 28 marzo. Un seminario libero a Salerno il giorno dopo, 29 marzo. Un seminario gratuito sulla gestione del colore e la calibrazione e profilazione del monitor svolto per i Nikonisti Verona il 2 aprile. Un corso interamente dedicato al metodo Lab presso LABA, Firenze, il 18 e 19 aprile. Ora mi sto preparando agli eventi del FESPA, che si terrà a Colonia tra il 18 e il 22 maggio, e a un corso in quel di Berna, preceduto da un seminario aperto al pubblico, il week-end successivo, 30-31 maggio. Altri eventi, che verranno opportunamente annunciati, sono in programma da settembre in poi.

Non scriverò naturalmente in dettaglio di questi undici eventi, perché non avrebbe molto senso. Mi limiterò a dire che ILAS e LABA si confermano come realtà didattiche di livello eccellente per organizzazione, attenzione al dettaglio e serietà. In subordine, il fenomeno per me più interessante è che questi corsi sono stati tutti diversi tra loro. Si stanno facendo strada richieste differenziate, che mi sembra opportuno cercare di soddisfare nei limiti del possibile. Ad esempio, il corso di Firenze è stato dedicato al metodo Lab per richiesta specifica della scuola: segno evidente che dopo un po’ di anni di lavoro una consapevolezza dell’esistenza di metodi alternativi a quelli più tradizionali si sta facendo strada. La mia sensazione, in questo momento, si sintetizza in tre punti.

  1. Il mondo dei fotoamatori sta generando una frangia evoluta anche se minoritaria di fotografi estremamente preparati e attenti, che iniziano a comprendere che è opportuno investire sia in hardware che in conoscenza nel campo della gestione del colore e della post-produzione. Il loro livello di consapevolezza delle problematiche e di preparazione è aumentato seriamente negli ultimi anni.
  2. Il mondo dei fotografi professionisti è, purtroppo, assai più bloccato nei movimenti dalla crisi che pervade il mercato. Esiste però una nicchia di fotografi iper-specializzati in certi contesti che riescono a lavorare, pur con qualche difficoltà. Questi sono interlocutori naturali che stanno cercando di costruirsi una competenza reale e approfondita anche nel campo della correzione del colore.
  3. A distanza di diversi anni, la pressione delle domande sulla gestione del colore non accenna a diminuire; anzi, tende ad aumentare. Questo è dovuto in parte a una maggiore consapevolezza dovuta al molto parlare di questi argomenti su diversi forum nel Web, e in parte al fatto che in alcuni settori la problematica della stampa fotografica (e dei suoi risultati non sempre lusinghieri) è ancora sentita, anche se il numero delle stampe in rapporto alle versioni pubblicate sul Web sta diminuendo.

Anche in quest’ottica ho accettato volentieri, all’inizio di quest’anno, una proposta di collaborazione venuta da EIZO, che mi ha fornito un monitor di alta fascia per lo svolgimento dei corsi. Tutti gli eventi a partire da quello di Soresina (escluso quello di Salerno, per motivi logistici) sono stati caratterizzati dalla presenza di un monitor EIZO CG247 a calibrazione hardware. Devo dire che è nata una fantastica collaborazione, molto al di là delle mie aspettative, che ha visto anche la presenza di un tecnico EIZO durante il secondo corso piacentino, quello sulla stampa fine-art. In questo modo i partecipanti alle classi hanno avuto modo di vedere in azione un dispositivo di indubitabile qualità, con un gamut esteso e soprattutto di apprezzare le sottigliezze derivanti dagli effetti che parametri di calibrazione diversi hanno sulla performance del monitor. E, c’è poco da fare, dieci minuti di osservazione diretta fanno capire le problematiche in gioco più di otto ore di discorsi astratti su gamut e profili colore.

Detto questo, il nucleo di questo articolo è l’annuncio che le Roadmap si fermano qui. Non gli eventi, naturalmente, ma la loro cronaca. Sono state importanti; almeno, lo sono state per me fino a che ho avuto la necessità di tenere a fuoco il mio percorso. Dopo anni di corsi, fiere ed eventi vari, credo di avere capito dove sto andando a parare, quindi ho deciso di non relazionare più sui contenuti e gli esiti delle classi. Il rischio, a mio modo di vedere, sarebbe quello di ripetere all’infinito alcuni punti che non serve ribadire almeno in questo momento. Certo, potrebbe comparire qualche articolo in casi particolari, ma sono arrivato a percepire eventi e corsi come qualcosa che deve iniziare, svolgersi e finire: seminando, se possibile, per il futuro. Questo anche per rispettare la diversità di ciascun corso: che è diverso da tutti gli altri a causa della costituzione del pubblico e delle condizioni in cui si svolge.

A ottobre avevo iniziato a tradurre in italiano un articolo pubblicato sul blog inglese “gemello”, moonphotoshop.com (lo trovate qui) relativo a una tecnica di colorizzazione che parte da Photoshop ma finisce necessariamente in Illustrator. La tecnica è stata presentata da me in anteprima alla DTC di FESPA a Milano in ottobre, citata sopra. L’articolo è stato un sottoprodotto della spinta che ho percepito dal mondo della stampa tessile digitale, che ha problematiche diverse da altre. In questo senso, l’esperienza tedesca di un anno fa, FESPA 2014, ha dato i suoi frutti: in quanto federazione europea delle associazioni degli stampatori serigrafici, FESPA ha una grossa spinta interna alla divulgazione di tecniche. Questo fatto mi ha offerto un palco per presentare in anteprima, a Milano, una tecnica anomala che riguarda essenzialmente una più snella gestione dei files multicanale di Photoshop tradizionalmente utilizzati nel contesto tessile. Non ho mai pubblicato l’articolo in italiano perché non era “pulito” come avrei voluto, ma posso dire che ormai ci siamo: ripresenterò la stessa tecnica a Colonia, davanti a un pubblico ben più vasto (perché si tratta di una fiera, e non di una Conference di delegati, in questo caso) e più tecnico di quello incontrato a Milano, più appoggiato invece sul versante gestionale ed economico, e poi ne scriverò, perché nel frattempo ho snellito il flusso di lavoro. Incidentalmente, sono onorato di tornare in pista con FESPA e penso che la settimana di Colonia sarà per me un momento di crescita soprattutto culturale così come lo è stata quella di Monaco un anno fa.

È possibile quindi che ci saranno articoli contaminati da corsi ed eventi; ma vorrei che il mio (poco) tempo da qui in avanti fosse dedicato alla tecnica, in merito alla quale mi sembra di percepire ancora richieste abbastanza pressanti.

Mi sembrava quindi doveroso scrivere questo articolo che, se non è di addio a una sezione del blog, è perlomeno sospensivo. Semplicemente, non riesco a fare tutto e non credo che sarebbe neppure costruttivo che mi ostinassi a farlo. Quindi ringrazio tutti coloro che hanno seguito in passato le Roadmap e le hanno commentate; e anche quelli che in questi mesi mi hanno interpellato in merito: non pensavo che il resoconto dei viaggi legati al colore fosse così seguito. Ma credo che a lungo andare il ripercorrere queste vie porterebbe il mio scrivere a diventare un risuonare cose già sentite. E, preoccupato come sono dalla ripetizione che diventa fine a se stesso, questo non mi sembra positivo.

Quindi, qui finiscono le Roadmap, ma attenzione: riparte subito una strada nuova. Quale, non lo so ancora. Ma sospetto che passerà assai più pesantemente del passato per la fotografia, con considerazioni tecniche mirate, anche grazie alle lunghe chiacchierate e frequentazione con fotografi che, a differenza di me, sono professionisti e sono stati in grado di farmi vedere aspetti del loro lavoro che non avrei mai intuito da solo.

Personalmente spero di riuscire a imparare nuove cose nel futuro, perché non ho alcuna intenzione di fossilizzarmi su un solo argomento. Ne parlerò a tempo debito, ma anche gli articoli di Luca Negri che prendono prospettive assai diverse dalla mia su alcuni argomenti noti, vanno in quella direzione. In una battuta: the Roadmap is dead, long live the Road! Anche perché la strada, per definizione, va avanti all’infinito, specialmente nel nostro campo.

Grazie a tutti per avere letto fin qui, e restate sintonizzati!
MO

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