Una dominante speciale – pt. 1

Ci sono fotografie che per qualche motivo non invecchiano. Alcune di queste sono state scattate quasi per caso. Alcune addirittura sono, perlomeno sulla carta, improponibili. Sono, per dirla chiara, pessime fotografie. Una di queste ritrae il mio grande amico (e straordinario esperto di Photoshop) Tiziano Fruet. È stata scattata nel dicembre 2010 all’interno di un ottimo ristorante di Verona, nel corso di una cena di RBG, a cui erano presenti diversi personaggi affaccendati con il colore che alcuni di voi conoscono bene perlomeno di nome.

Questa fotografia ha avuto il suo momento di gloria quando l’ho utilizzata all’interno di uno dei videocorsi da me realizzati per Teacher-in-a-Box. L’ho sempre utilizzata anche durante i miei Color Correction Campus, talvolta come esempio, talvolta come esercizio. Facendo questo ho imparato una cosa: la stragrande maggioranza delle persone a digiuno di correzione del colore, siano essi fotografi, grafici o operatori di prestampa, hanno grosse difficoltà a liberarsi del problema che affligge lo scatto. In ogni caso, non ho trovato finora un’immagine migliore di questa per introdurre l’utilizzo di una certa regolazione presente in Photoshop e parlare, contemporaneamente, di un importante metodo di fusione e della natura della saturazione. E, cosa curiosa, tutti sembrano avere molto in simpatia questa specifica fotografia.

Andiamo al sodo: che problema ha questa fotografia? Semplice: il fotografo, che fotografo in realtà non è (sono io e quindi posso dirmelo da solo, credo) ha palesemente dimenticato di impostare un qualsiasi bilanciamento del bianco sensato sulla fotocamera. Ha scattato in RAW, ma ciò che Adobe Camera Raw (ACR da qui in poi) mostra all’apertura del file è questo:

Tiziano Fruet
Tiziano Fruet in versione Tangerine Dream.

Un bel problema, non c’è che dire. La dominante che vedete è così intensa che ha fatto dire a qualcuno che è impossibile rimuoverla senza rovinare completamente la fotografia. È una posizione rispettabile, sulla carta, ma va verificata, ed è quello che ho intenzione di fare nel resto di questo articolo. Vi preavviso che avrete alcune sorprese, soprattutto se avete poca fede nella correzione del colore.

Uno dei nostri problemi più grossi è che abbiamo sempre fretta: non possiamo spendere troppo tempo su un’immagine, quindi ci servono strumenti che – anche in un caso del genere, si spera – ci portino in area di rigore rapidamente e senza troppi scossoni. Ciò che ci serve in ACR è lo Strumento bilanciamento bianco, colloquialmente chiamato “contagocce”, che nella si trova in terza posizione negli strumenti in alto a sinistra sopra l’immagine. Per capirci, ci serve questo: Lo Strumento bilanciamento bianco di ACR.. Ora il problema è: dove andiamo a cliccare con lo strumento? Quando parliamo di “bilanciamento del bianco” in ACR in realtà parliamo di “bilanciamento di un tono neutro”. Possiamo cliccare su un oggetto grigio, addirittura su uno il cui colore sia prossimo al nero: qualsiasi colore che riteniamo debba essere neutro è un buon candidato, nel momento in cui i suoi valori sono sufficientemente distanti dagli estremi ammessi in RGB.

Vi ho già detto che l’immagine è stata scattata in un ristorante, e anche se non lo sapessimo sarebbe semplice indovinarlo. La mia scelta istintiva è quindi quella di andare a cliccare sulla tovaglia sfocata che si trova subito a sinistra della mano di Tiziano. Sono certo che sia neutra? No: potrebbe essere giallina, addirittura rosa pallido e non ho alcun modo di indovinarlo con una dominante del genere tra i piedi; ma non ci vedo altri punti altrettanto plausibili a priori e da qualche parte devo pur iniziare. Se vi venisse il dubbio, due possibili aree candidate vanno scartate subito: il bianco degli occhi, che è tutto fuorché neutro, e i riflessi di luce: sono molto chiari, ma non sono punti significativi né attendibili. Quindi, coraggio e via – un clic sulla tovaglia. Il risultato è questo:

Sviluppo in ACR con il metodo del punto bianco.
Il risultato dello sviluppo che si ottiene andando a cliccare con il contagocce di ACR sulla tovaglia.

Si tratta senza alcun dubbio di un miglioramento molto significativo. Non preoccupiamoci ora del fatto che la fotografia sia scura: il problema del colore è così mastodontico, nell’originale, che quello è l’aspetto che dobbiamo affrontare per primo. Se lo risolviamo, modificare la luminosità globale dell’immagine è la cosa più facile del mondo. Sono soddisfatto del risultato? Personalmente, no. I valori canonici per l’incarnato prevedono che le coordinate Lab rispettino una regola molto semplice per quanto riguarda i canali a (asse verde-magenta) e b (asse blu-giallo): dobbiamo avere a e b entrambi positivi e b maggiore o uguale ad a. Possono esserci delle aree, specialmente nelle persone di carnagione chiara, in cui a > b, ma sempre di pochissimo; in caso contrario la pelle tende eccessivamente al magenta. Infine, e fidatevi della mia parola, Tiziano ha una carnagione piuttosto chiara: mi aspetto quindi b > a, ma non un eccesso di giallo. Ovvero, mi aspetto b abbastanza simile ad a come valori – ma pur sempre maggiore.

Andiamo dunque a misurare alcuni punti campione con il Pannello Info in Photoshop. Al centro della fronte: 17a 13b; guancia destra (sinistra, per noi che guardiamo): 20a 15b; guancia sinistra: 21a 12b; centro del naso: 22a 8b; parte alta della fronte: 13a 20b. Quest’ultimo è l’unico valore che rispetta la regola degli incarnati. Il mio sospetto è che la fotografia sia troppo poco gialla; o, se preferite, che il magenta sia in eccesso rispetto al giallo: se in quattro punti su cinque ho a che fare con una formula invertita rispetto a ciò che mi aspetto, è lecito pensarlo. Non solo: nella barba di Tiziano ci sono diversi punti in cui b è minore di 0. Questo implica che in questa versione la sua barba ha una componente blu: come il mio amico tratti le donne non mi riguarda, ma equipararlo a Barbablù mi sembra un po’ eccessivo. Eccesso di blu significa per me carenza di giallo. Ecco un altro indizio, quindi, del fatto che questa immagine ha un problema piuttosto serio legato alla componente gialla.

Conclusione: ACR ha sbagliato clamorosamente? No. Però non ha neppure fatto la cosa giusta. Chiunque, credo, preferirebbe la seconda versione alla prima come punto di partenza. Il problema è che non è sufficientemente corretta di per sé, e quindi dobbiamo comunque intervenire in Photoshop.

Questo articolo si conlcude qui, per ora. In una seconda parte parlerò di come si possa agire su un’immagine del genere in Photoshop e andremo a verificare se il risultato sia migliore o meno di quello ottenibile soltanto con ACR. Ma vi lascio con due considerazioni importanti.

La prima: cosa sarebbe successo se avessi ipotizzato di cliccare con lo Strumento bilanciamento bianco di ACR in altre aree che potrei considerare neutre? Ad esempio, la parte scura del maglione può essere neutra? La barba? La chiazza di luce visibile sullo sfondo a destra? Nell’immagine qui sotto vedete i risultati a confronto. Nella parte superiore, il punto neutro preso sul maglione; nella parte centrale, abbastanza simile, il punto neutro preso sulla barba; nella parte inferiore, il punto neutro preso nella chiazza di luce. Nell’ordine, l’immagine diventa troppo gialla, ridicolmente troppo gialla e infine troppo magenta.

Dall’alto in basso, tre sviluppi diversi effettuati in ACR con la scelta di punti di neutri differenti.

Ovvero, non riusciamo a trovare un punto nell’immagine che fornisca un risultato decente. Nessuna delle dominanti che viziano questi sviluppi del file raw è paragonabile a quella dell’originale, ma certamente l’operazione ha qualcosa che non va. E questo ci porta alla seconda osservazione: il bilanciamento del bianco fallisce a causa dell’errata scelta dei punti o ci sono altre ragioni? La mia risposta, e vi convincerò di questo nella seconda parte dell’articolo, è che ACR non riesce a bilanciare il bianco perché la dominante è troppo estrema. Se ritorniamo un attimo allo sviluppo migliore che siamo riusciti a ottenere, quello basato sul punto di bianco nella tovaglia, vediamo che i parametri assunti da ACR quando andiamo a cliccare nel punto prescelto sono questi:

La temperatura colore è vicina al limite di ACR (2000 K).
2250 K rappresentano una temperatura colore molto bassa. ACR getta la spugna…

Il primo slider rappresenta la temperatura colore (in K, ovvero Kelvin) della luce presente nella scena. 2250 K sono una temperatura molto bassa e corrispondono a una luce fortemente giallastra/arancione. Il limite inferiore che si può impostare in ACR è di 2000 K, e siamo assai prossimi a raggiungerlo. Non escluderei neppure una temperatura colore locale ancora più bassa del limite di 2000 K, causata da luci fortemente colorate (e non semplicemente “calde”) nell’ambiente. La verità è che nel caso di una dominante del genere ACR, pur operando nel limite teorico, non trova abbastanza informazioni utili nel file RAW per terminare a dovere il suo lavoro e getta la spugna facendo quello che può.

Vi preannuncio, però, cosa scoprirete nella seconda parte dell’articolo: uno dei punti da noi prescelti è effettivamente neutro ed è perfettamente possibile recuperare tutte le informazioni che ci servono: ma non in ACR – possiamo farlo in Photoshop. Laddove le informazioni mancano (e vi mostrerò un canale poco in salute e uno decisamente terminale per farvi toccare con mano il problema) dovremo ricostruirle. Questa sarà la chiave che alla fine aprirà la porta della soluzione del problema.

Alla prossima puntata!

2 pensieri su “Una dominante speciale – pt. 1”

  1. Complimenti ancora. I tuoi interventi, scritti o in video, sono sempre interessanti. Sono davvero contento di questo tuo nuovo sito. Non mi perderò una puntata. Sono già in attesa della prossima.
    Nell’attesa sto leggendo il tuo articolo (allegato al video sul PPW di Alessandro Bernardi con Dan Margulis) Helmholtz-Kohlrausch. Molto interessante, anche se alcuni passaggi devo ancora assimilarli. Sarà possibile in questo spazio porti delle domande relative ad argomenti come questo, su argomenti che hai già trattato altrove?
    Grazie per l’attenzione.
    Anche se sono convinto che tu non ne abbia bisogno, perché penso che sarà la qualità del tuo lavoro e non la fortuna a portarti a risultati sempre più positivi, ti faccio un grande in bocca al lupo.
    Ciao, Luca

    1. Grazie mille, Luca!
      Una delle cose che vorrei fare è proprio una sezione relativa a domande e risposte inerenti alla materia. Sto raccogliendo alcune delle domande più interessanti e cercando di codificare delle risposte opportune, quindi se ci sono richieste ben vengano. Puoi anche scrivermi in privato all’indirizzo che trovi sul sito collegato http://www.colorcorrectioncampus.com.
      Grazie ancora e a presto!

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