Mille? Mille!

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Chi mi conosce sa che non amo gli articoli celebrativi e tantomeno quelli autocelebrativi. Alcuni traguardi però sono simbolicamente importanti e necessitano una menzione e una riflessione.

Oggi (ieri, in realtà) abbiamo compiuto un giro di boa: il gruppo CCC su facebook ha raggiunto mille iscritti. Sono passati due anni e mezzo dalla sua nascita e nel tempo la schiera di utenti interessati alla correzione del colore in Photoshop è aumentata costantemente. Sbagliava Doris Franceschini quando un anno fa mi disse che prevedeva un aumento esponenziale degli iscritti, ma era nel giusto quando prevedeva che la tendenza non si sarebbe invertita. Il traguardo, curiosamente, è stato tagliato mentre ero assieme a Tiziano Fruet e Marco Diodato, che tutti conoscono e che sono, tra l’altro, admin del gruppo. Gli ultimi quattro iscritti sono stati approvati da me e da MD, uno a testa, dai nostri iPhone. Insomma, se c’era una sera in cui doveva succedere, visto che noi tre non ci trovavamo assieme da circa sei mesi, era probabilmente questa.

Ho già avuto modo di ricordare che il gruppo è nato per volontà di Antonio Pesacane, uno degli allievi del primo CCC di Pescara (marzo 2011) organizzato da Francesco Marzoli. All’inizio eravamo, credo, una quindicina e naturalmente ci conoscevamo tutti: c’erano i partecipanti al corso e pochissimi amici aggiunti. L’idea era semplicemente di restare in contatto e scambiarci qualche immagine e qualche idea di correzione. E invece…

Non abbiamo mai comprato iscritti, né collezionato “mi piace” a pagamento. Perché, come probabilmente sapete, i likes di facebook si possono comprare. Meno di 100 dollari (nel momento in cui scrivo) per 5.000 pollici alzati non è molto, vero? C’è però un problema: a quei pollici non sono attaccate delle persone. Nessuno che possa realmente interagire con qualcun altro, fare delle domande, muovere le acque. Non mi è mai interessata la stagnazione, soprattutto perché nel virtuale non si guadagna e non si perde, non si ride e non si piange e soprattutto non si corregge alcun colore. Noi siamo reali, con tutti i nostri limiti e difetti.

A questo proposito, vorrei fare alcune considerazioni.

La prima è che paradossalmente non è così facile muovere le acque quando il numero dei nuotatori aumenta. Chi è iscritto al gruppo da molto tempo sa che all’inizio venivano organizzati contest di correzione e che veniva prodotto un video di valutazione reso poi disponibile per chiunque. Questa prassi è stata abbandonata per vari motivi. Ad esempio, era diventata onerosa in termini di tempo a causa del numero crescente di partecipanti; inoltre ho ritenuto corretto passare il testimone al mio amico e collega Daniele Di Stanio, già admin del gruppo, che con il laboratorio di immagini Albero del colore ora affiancato dalla versione internazionale Color Duels offre un servizio professionale di alto livello a pagamento, con più costanza e competenza specifica di me. Mantenere un’attività simile ancorché occasionale, soprattuto gratuita, mi sembrava concorrenza sleale.

Per il traguardo dei mille iscritti, però, si fa un’eccezione. E non solo c’è un contest in arrivo che verrà presto annunciato, ma anche un premio. Come sapete ho realizzato molti videocorsi e ancora più seminari, sempre in formato video, per Teacher-in-a-Box. In collaborazione con quella che è, di fatto, la mia “casa didattica online” abbiamo deciso di offrire una App per iPad gratuita al vincitore. Tenete quindi gli occhi aperti sulla pagina facebook (e qui) e che vinca il migliore!

La seconda considerazione: all’aumentare degli iscritti è aumentato proporzionalmente anche il numero di domande e richieste di valutazione di immagini che ricevo privatamente. A questo proposito vorrei dire una cosa che sto meditando da molto tempo: un grande numero di contatti è lusinghiero ma spesso difficile da gestire. Esistono due categorie di interlocutori: quelli che hanno ben chiaro che scrivere una mail di dieci righe con alcune considerazioni, dopo avere analizzato davvero un’immagine, richiede tempo; e non sono impazienti né assillanti. E ci sono quelli (molti meno, a onor del vero) che non hanno chiaro questo aspetto della questione e inviano anche dieci immagini, a volte più versioni diverse della stessa, aspettandosi un commento immediato. Mi duole ammetterlo: mi è impossibile rispondere in questo modo, anche se cerco di scrivere sempre qualcosa a chiunque. Non solo – è pure errato, dal mio punto di vista, perché la valutazione di un’immagine isolata e decontestualizzata è spesso sterile e fine a se stessa. La può fare chiunque: si prende la tabella dei colori noti, si imposta il pannello Info in modo opportuno e si legge ciò che va letto. I dati oggettivi consentono di valutare se una vegetazione sia corretta o troppo gialla, o addirittura tendente al blu, ma i giudizi soggettivi contano quasi zero nei confronti di immagini isolate: il tutto si collassa in un “mi piace / non mi piace” che non serve in realtà a nessuno. Sono in difficoltà nel dire se una versione sia buona o cattiva in assoluto, perché sarebbe davvero un atto di discutibile hybris da parte mia. In questo senso, pur mantenendo il mio impegno (o il tentativo!) di rispondere a tutti, non posso nascondere una certa preoccupazione nel momento in cui vengo tempestato di richieste spesso identiche a se stesse più volte al giorno. Facebook non mente: un utente mi ha scritto, peraltro con la massima cortesia, ventitré volte in meno di dieci ore. Ha stabilito un record che spero non verrà infranto, ma non è il solo. Vorrei che si comprendesse che è impossibile rispondere in maniera coerente a una simile mole di input quando questi si sommano agli altri e nel frattempo si cerca di svolgere un lavoro in parallelo… perché ho anche il mio lavoro da svolgere: mantenere il blog, rispondere ai messaggi e alle mail è per me qualcosa che rientra nel campo della passione, della condivisione e, perché no?, del passatempo. Se ho tempo e voglia di scrivere un articolo, lo scrivo – fine, sperando che a qualcuno possa interessare. Ma ho ventiquattr’ore al giorno di tempo per tutto, sonno compreso, come chiunque altro. Quindi, senza sollevare critiche, chiedo solo che ci sia un po’ di pazienza e magari un criterio nella proposta delle domande, perché se da un lato comprendo che per chi l’ha fatta un’immagine possa essere importantissima, vorrei che si comprendesse anche che per me quell’immagine è come qualsiasi altra: la leggo volentieri, la critico positivamente o negativamente se è il caso, ma poi, ahimè, la dimentico. Perché sono davvero tanti gli utenti in fila e questo gioco lo gestisco sostanzialmente da solo. Ringrazio per la comprensione, della quale sono certo. A scanso di equivoci, non sto in alcun modo chiedendo alle persone di trattenersi dallo scrivere o dal commentare: anzi!

Terza considerazione: tendo a non annunciare novità quando non sono certo che si realizzeranno, ma ce ne sono probabilmente due importanti in arrivo. Una riguarda personalmente me e la mia carriera didattica, e non toccherà la maggior parte degli utenti; l’altra, spero, interesserà a tutti e riguarda qualcosa che, al momento, non ha corrispondente a livello nazionale. Di entrambe le cose parlerò a tempo debito, ma suggerisco di tenere gli occhi aperti, perché certamente la annuncerò entro la fine dell’anno.

Il succo della faccenda per quanto mi riguarda, però, è questo. Un paio di settimane fa, nella mia canonica pausa sigaretta, riflettevo su quanto bene conosco il muro di cinta che delimita il vialetto del mio studio. Troppo bene, per certi versi: perché l’ho visto e guardato ogni giorno (e spesso ogni notte) ormai per dieci anni. Da un lato è rassicurante, dall’altro mi minaccia con ciò che temo di più: la staticità. Per questo la mia tendenza, ora, è quella di allontanarmi almeno parzialmente da qui. Ho sempre trovato stimolanti le visite in altri luoghi, il confronto con realtà diverse dalla mia e soprattutto con chi ha piacere di studiare qualcosa assieme a me. Per questo, mentre continua a definirsi un calendario di date per workshop e seminari per questo autunno che spero risulterà interessante, ho deciso di deviare un po’ dalla direzione canonica per esplorare altre strade e fare delle esperienze. In parte mi allontaneranno periodicamente anche se questo luogo rimarrà certamente la base e il punto di ritorno, almeno per ora. Ci sarà un annuncio in chiaro a tempo debito, come ho detto – e sarà presto.

Quarta considerazione. Ultimamente ho dovuto anche riflettere su alcune ripercussioni dell’esistenza di questo blog e di altre mie risorse. Credo che ognuno di noi sia responsabile di ciò che dice e di ciò che fa; in subordine, deve accettare che ciò che dice e ciò che fa possa venire percepito in maniera diversa da persone diverse. Recentemente ho ricevuto alcuni messaggi da alcuni utenti che tendono a dare una specie di connotazione esistenziale alla correzione del colore. Lo comprendo bene: la materia, se affrontata in un certo modo, dà elevata assuefazione e può diventare un pensiero dominante proprio perché stimola il pensiero. Esiste, e lo conosco bene, uno zoccolo duro di persone che intravedono nella correzione del colore un percorso profondo. Condivido individualmente il sentimento, in parte faccio anch’io numero in questo gruppo, ma devo mettere in chiaro che non posso essere responsabile delle elaborazioni personali sulla materia quando le stesse coinvolgono il privato più che la forma delle curve in Lab. Mi fa piacere essere lo stimolo a monte di un piccolo sussulto filosofico per alcuni, ma il mio compito non è quello di costruire una filosofia. Tutto ciò che mi importa, alla fine, è un buon risultato finale: sembrerà molto pragmatico, ma alla fine insegno quello. La filosofia, semmai, deriva dal metodo di insegnamento – e questo mi sta bene. Ma non ha di per sé molto a che fare con la correzione del colore intesa come disciplina. Sì, semino alcune provocazioni, quelle che al TWIT6 a Bolzano ho battezzato Inner Islands, che possono anche causare in qualcuno il desiderio di tuffarsi nella tana del bianconiglio per vedere quanto sia profonda: ma io non ho mai voluto spingerci nessuno, anche perché il rischio di non vederlo riemergere è tangibile. Naturalmente gradisco e apprezzo ciò che mi viene scritto anche in questi termini, ma… mi devo fermare, a un certo punto. Non ho alcuna intenzione di prendere un megafono e dettare le tavole della legge: perché non sono titolato a farlo e perché se lo facessi finirei probabilmente per negare tutto ciò che ho fatto finora. Non è facilissimo da spiegare, ma spero che questo possa avere un barlume di senso per chi legge. Per me ne ha, molto.

Infine, sto meditando da tempo che il superamento dei 1.000 iscritti meriterebbe un meeting, prima o poi. Ma vero, reale, in cui ci si possa incontrare di persona. Dovrebbero forse essere due: uno al centro-nord e uno al centro-sud. Penso a una giornata, ovviamente a titolo essenzialmente gratuito, in cui si possano scambiare delle opinioni, chiacchierare di colore e altre cose, e magari organizzare un seminario volante di un paio d’ore per chi è interessato. Una specie di “stato dell’arte” di certe tecniche, o di “dove si va da qui?” Aperto alle famiglie? Perché no? Mi piacerebbe farlo, sono naturalmente disponibile, ma vedo anche tutte le difficoltà logistiche del caso. Per cui chiedo: qualcuno conosce delle strutture, anche molto semplici, in cui questo potrebbe avvenire? Devono essere raggiungibili facilmente, offrire un minimo (minimo!) di dignitoso comfort, non essere troppo distanti da punti di ristoro e via dicendo. Sarebbe interessante, se qualcuno avesse delle idee in questo senso, che me le comunicasse – magari in privato – in maniera da poter iniziare a pensare a qualcosa che semmai potremmo mettere in cantiere per la primavera 2014. Come suona questa idea?

Per ora, ringrazio tutti della fiducia e del seguito avuto fin qui. Spero che il gruppo possa andare avanti e che troveremo sempre nuovi stimoli: e sta a tutti, non solo a me o agli admin, trovarli e coltivarli, ora e soprattutto in futuro. Cerchiamolo, un piccolo futuro – forse arrivati a questo punto ne vale la pena.

Ringrazio soprattutto gli admin, presenti e passati, i collaboratori e i sostenitori morali che in questi anni hanno fatto molto più di quanto il pubblico e forse io stesso possiamo vedere. Non solo non sarebbe stato uguale, senza di voi, ma probabilmente non ci sarebbe stato nulla del genere.

Grazie, davvero a tutti, e a presto.
MO

6 pensieri su “Mille? Mille!

  1. Marco, mi pare che il concetto ricorrente in questo articolo, ma non solo, sia la negazione della stagnazione e dello stare dentro allo stesso muro di cinta per troppo tempo. Quindi segui il tuo senso di moto perpetuo a beneficio tuo in primis e, di riflessoo, anche di chi ti segue.

  2. Mille! Sono tanti, è l’intera popolazione di una piccola frazione dalle mie parti. È divertente questa associazione di pensieri; e fa anche un po’ riflettere. Ovvero che dietro un piccolo paesino non c’é solo la burocrazia che sancisce che c’é un comune, ma molto di più: è un gruppo di persone con un senso di appartenenza, orgoglio di “residenza” e spirito di cooperazione. Poi sono curioso di sentire le tue importantissime novità e ansioso dell’organizzazione dei meeting!

    Avanti così, con mille (per adesso) si può fare tanto: ricordi quel tal Garibaldi? ;-)

  3. Spero vivamente che tu faccia di nuovo qualcosa dalle mie parti e magari che si possa organizzare qui (Pescara) il meeting suddetto.
    Nell’ultimo anno e mezzo ho imparato molte cose nuove riguardo l’elaborazione post-fotografica e mi fa piacere ma grazie al gruppo CCC ho conosciuto anche molte persone e mi sono confrontato umanamente con alcune di loro, chi più, chi meno, e questo è quello che mi più mi fa piacere. Il web e Fb in particolare è pieno di “fuffa” come si suol dire, ma non sempre. CCC ne è un esempio, come dici sempre tu, c’è un buon rapporto segnale-rumore e non è cosa da poco. Ovviamente non mancano le note negative come in tutti i rapporti umani, ma anche questo è bello, serve a misurarsi e a misurare. Non siamo isole.
    :-)

  4. Marco, grazie per tutto.
    Sono davvero contento di sentire che la tua carriera didattica sta per avere una svolta. Sei un ottimo insegnante, non ti mancheranno le soddisfazioni. In bocca al lupo.
    Per l’altra novità, non vedo l’ora di conoscerla.

    Grazie, grazie ancora.

  5. 1000 in bocca al lupo e grazie per tutto quello che hai costruito. Non sarà il gruppo più numeroso di FB ma, sicuramente, è uno dei più belli (per me il migliore, ma sono di parte). :-)

  6. Pingback: Qualcosa di nuovo | Marco Olivotto

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