Il colore prima del bianco e nero

La risposta più semplice alla domanda “come posso togliere una dominante difficile?” è abbastanza ovvia: “fai una versione in bianco e nero.” Purtroppo è anche la risposta più inutile, visto che la dominante scompare – ma anche il colore con essa. Quindi si deve affrontare il problema con altre tecniche.

C’è però una domanda che viene posta spesso la cui risposta è meno scontata: “devo rimuovere un’eventuale dominante prima di una conversione in bianco e nero?” La risposta è sì, e questo articolo spiega perché.

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Lo scatto originale che utilizzeremo.

Questa è la nostra immagine di partenza. Non è particolarmente colorata, né contiene tutti i colori primari, ma è il classico scatto che è difficile da rendere in bianco e nero, perché dobbiamo trovare un modo di trasformare la variazione cromatica in una variazione di luminosità. Questo si può fare con diverse tecniche, ma non è ciò che ci interessa oggi. Oggi ci interessa sottolineare due cose, ovvie se prese individualmente ma che spesso ci dimentichiamo di mettere in relazione. La prima è che qualsiasi versione in bianco e nero deriva in un modo o nell’altro dall’aspetto dei canali dell’immagine sulla quale lavoriamo. La seconda è che un’immagine con una dominante presenta uno o più canali alterati; in casi estremi, malati terminali. Un esempio si trova in uno dei primissimi articoli comparsi in questo blog, ovvero qui.

La mia intenzione è quindi quella di massacrare il nostro originale inducendo dominanti il più estreme possibile, per provare il punto che mi sta a cuore. Senza troppi indugi, mostro queste tre versioni.

Da sinistra a destra: l'originale con il canale del rosso, del verde e del blu riempito di nero.
Da sinistra a destra: l’originale con il canale del rosso, del verde e del blu riempito di nero.

Se volete disfarvi gli occhi è possibile cliccare sull’immagine per ingrandirla. Le tre dominanti estreme che vediamo dovrebbero essere facilmente comprensibili: la prima versione è color ciano perché il rosso è completamente assente. Se un canale si scurisce (qui al punto di diventare del tutto nero, visto che è stato artificiosamente riempito con questo colore), il colore opponente a quello da esso rappresentato prende il sopravvento. Per lo stesso motivo, l’assenza di verde si trasforma in dominante magenta, e il fatto che il blu se ne sia andato in licenza senza permesso consente al giallo di impazzare.

Sembra ovvio che la carenza estrema in uno dei canali debba ripercuotersi su una conversione in bianco e nero, ma la domanda è quanto. La risposta è, naturalmente: “dipende dal tipo di conversione”. Se decidessimo, ad esempio, di utilizzare il solo canale del rosso, la prima versione visibile sopra sarebbe inutilizzabile, ma la seconda e la terza andrebbero benissimo. Il problema si pone quando vogliamo utilizzare un mix dei tre canali, che di solito è quasi la regola.

Il comando Immagine -> Metodo -> Scala di grigio sull'originale.
Immagine -> Metodo -> Scala di grigio sull’originale.

La versione qui sopra non è probabilmente il miglior bianco e nero che possiamo trarre dal nostro originale, ma serve allo scopo perché la conversione utilizzata si basa su una formula nota: non solo sappiamo che coinvolge i singoli canali (come è necessario), ma anche in quale misura li coinvolge. Questa versione è stata realizzato in Photoshop per mezzo del comando Immagine -> Metodo -> Scala di grigio, che combina i canali in certe percentuali predefinite. La regola varia leggermente a seconda dello spazio colore in cui operiamo, ma le proporzioni sono più o meno queste: 30% del canale R, 60% del canale G, 10% del canale B. Utilizzeremo dunque questa versione come riferimento.

Cosa accade se convertiamo in scala di grigio le tre immagini nelle quali abbiamo indotto la dominante?

Le stesse tre immagini viste sopra, convertite in scala di grigio con il solito sistema.
Le stesse tre immagini viste sopra, convertite in scala di grigio con il solito sistema.

Appare chiaro che c’è un problema, e che il problema dipende da quale canale è danneggiato (con questo tipo di conversione). Come abbiamo visto, in una conversione diretta il canale del verde ha un peso superiore a quello del rosso; entrambi influenzano il risultato più di quello del blu. Questo è il motivo per cui lo sfondo del vaso, che nell’originale è perfettamente bianco, è molto chiaro nella versione di destra, discutibilmente grigio in quella di sinistra, del tutto inaccettabile in quella centrale. In altri termini, il canale del blu danneggiato fa relativamente pochi danni; quello del rosso si fa sentire; quello del verde demolisce l’immagine.

Il motivo per cui lo sfondo non arriva a essere perfettamente bianco come vorremmo è che manca una componente di luminosità nella formula di conversione; a seconda del suo peso, lo scurimento del fondo risulta maggiore o minore. Per curiosità, possiamo mostrare cosa accade invece nel momento in cui si realizza un bianco e nero con il comando Immagine -> Regolazione -> Togli saturazione.

Un'altra versione in bianco e nero, ottenuta denaturando completamente le tre versioni con la dominante.
Un’altra versione in bianco e nero, ottenuta desaturando completamente le tre versioni con la dominante.

La situazione è generalmente peggiore, e di nuovo le tre versioni non sono uguali. Il fondo è uniformemente scuro perché la componente B del metodo colore HSB (che è in gioco in questo genere di conversione) non è mai elevata proprio a causa della presenza di una tinta. La versione più sofferente è quella in cui manca il canale del rosso, mentre quelle “malate” nel verde e nel blu sono molto simili.

Si potrebbe pensare di tornare alle versioni precedenti,  ottenute con la conversione diretta in scala di grigio, e verificare cosa accade quando andiamo a forzare il contrasto al massimo con un comando come Immagine -> Tono automatico. Il risultato è il seguente.

Le tre immagini convertite direttamente, con il comando Tono automatico applicato individualmente dopo la conversione.
Le tre immagini convertite direttamente, con il comando Tono automatico applicato individualmente dopo la conversione.

Anche se la versione migliore possibile sarebbe costituita da una fusione di queste tre, se esaminiamo individualmente il risultato concludiamo che l’ordine migliore dal punto di vista del contrasto è: sinistra, destra, centro. Ovvero, si conferma quanto abbiamo visto sopra: la versione con il canale B danneggiato è la migliore, seguita da quella in cui il problema si trova in R, con la versione senza G come fanalino di coda. È anche interessante notare che lo sfondo non è mai perfettamente bianco: si attesta due o tre punti RGB sotto il massimo, e su un buon monitor dovreste essere in grado di vedere la sottile divisione verticale che separa i tre scatti. Sul mio EIZO CG247 non ci sono dubbi sui confini che separano le tre immagini.

I pixel con luminosità pari a 255 in tutti e tre i canali, rivelati con la regolazione Soglia.
I pixel con luminosità pari a 255 in tutti e tre i canali, rivelati con la regolazione Soglia.

Immagine -> Regolazioni -> Soglia, con il parametro impostato a 255, ci rivela perché. Esistono dei punti di rumore, qualcosa è successo nell’area immediatamente circostante i fiori, ma soprattutto è riconoscibile una diversa luminosità dei quadretti “bianchi” nella stoffa che ospita materialmente i fiori. Questo è dovuto al fatto che le dominanti estreme indotte causano variazioni strane della luminosità nelle aree che cadono molto vicine al gamut dello spazio colore che stiamo utilizzando.

Per concludere, vale la pena di ricordare che i canali sono e rimangono i mattoni dell’immagine. Anche uno script sofisticato come Vitamin BW, per fare un esempio, li utilizza come base per costruire le versioni processate per mezzo di filtri colorati. Per questo motivo la regola è che il colore, più ancora che il contrasto globale, andrebbe corretto prima di realizzare una versione in bianco e nero della fotografia. Chiaramente questi esempi sono estremi e valgono solo a titolo dimostrativo: non conviene perdere troppo tempo a correggere una dominante media di due punti nei canali a e b di Lab se la nostra destinazione è un’immagine in bianco e nero. Ma oltre un certo limite, sì, ne vale la pena: sempre che la nostra intenzione sia quella di ottenere delle immagini qualitativamente elevate, che è alla fine lo scopo di queste tecniche.

Un grazie per l’attenzione, a presto!
MO

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