Un trucco estivo in Lab

Una delle cose che preferisco è contraddire me stesso sulle cose non essenziali: pochi giorni fa ho annunciato che il blog si sarebbe preso una pausa estiva, e quella era (ed è) l’intenzione. Oggi mi sono però trovato ad affrontare un problema abbastanza diffuso specialmente in questo periodo e ho trovato una soluzione semplice ed elegante che rischia di funzionare abbastanza bene in generale, così ho pensato subito di farne un articolo. Articolo veloce, semplice e pratico che ho intitolato “un trucco estivo in Lab” perché il problema che sto per mostrarvi è abbastanza comune nelle immagini delle vacanze: riguarda la cattiva abitudine delle fotocamere di inserire delle dominanti blu nelle parti in ombra quando il nostro occhio, grazie al fenomeno della costanza di colore, non vede nulla del genere.

Stavo riordinando e selezionando alcune fotografie scattate in luglio durante una vacanza al mare con mio figlio e mi sono trovato con una serie di scatti come questo:

L'immagine originale: la pelle è blu nelle aree in ombra.
L’immagine originale: la pelle è blu nelle aree in ombra.

Questa fotografia è scattata in pieno sole con la temperatura colore impostata naturalmente su “luce diurna”. Difficilmente in uno scatto del genere avremo grossi problemi di bilanciamento del bianco, ma c’è un problema in agguato: la pelle nelle aree illuminate dal sole ha valori da manuale; in quelle in ombra no. Questo va attribuito a due fattori: il primo, la tendenza delle fotocamere a riprodurre le ombre come bluastre; la seconda, la presenza di un elemento fortemente ciano come l’acqua della piscina, che riflette sulla pelle una luce non bianca. Il nostro occhio avrebbe compensato molto meglio della fotocamera quella che è, di fatto, una doppia dominante.

Credo che chi legge abbia riscontrato questo problema diverse volte, perché è un classico. Nelle immagini scattate in pieno sole abbiamo spesso una difficoltà legata all’eccessivo contrasto delle parti in ombra con quelle in luce; e in più una difficoltà di tipo cromatico come quella che affligge questa immagine. Il metodo canonico per correggere questo scatto sarebbe quello di portarlo in Lab e creare una maschera di livello a partire dal canale b invertito: le parti blu (scure in b) diventano chiare grazie all’inversione, e una curva è in grado di isolarle. In questo caso abbiamo però un problema piuttosto serio: la presenza dell’acqua, che è molto più negativa nel canale delle parti in ombra della pelle. Questo rende difficile la realizzazione della maschera.

Inoltre, lo ammetto, queste immagini hanno per me un valore affettivo elevato, ma non sono disposto a spendere dieci minuti su ciascuna. Mi serve un metodo che possa funzionare in un minuto, su quasi qualsiasi immagine e che mi porti rapidamente in area di rigore per poter segnare il goal. Allora mi sono inventato quanto segue. Espongo la linea di ragionamento che ho seguito punto per punto, così che possa essere più facile seguirla, in forma di domande e risposte.

D: Qual è il problema delle parti in ombra del volto?
R: Che viene violata la regola per cui b > a. Per giunta, b è negativo, anche se di poco, mentre vorremmo b > 0. a invece è sempre positivo.

D: Il colore della pelle colpita dal sole è invece accettabile?
R: Sì, i valori di a e b sono entrambi positivi e generalmente è b > a come mi aspetterei.

D: Saresti disposto ad accettare valori caratterizzati da b = a nelle parti in ombra?
R: Assolutamente sì. Non chiedo neppure che sia sempre b > a, ma che almeno b non sia negativo. E voglio poterlo fare in un’operazione sola, al massimo due.

A questo punto, ricetta.

  1. Convertiamo l’immagine in Lab con Immagine -> Metodo -> Colore Lab.
  2. Duplichiamo lo sfondo.
  3. Con il livello duplicato attivato, selezioniamo il canale b.
  4. Immagine -> Applica immagine: applichiamo il canale a (dallo sfondo o dal composito, non cambia) in metodo di fusione Schiarisci, opacità 100%.

Fermiamoci un attimo qui ed esaminiamo il risultato prima di capire cosa abbiamo fatto.

La dominante blu nella pelle è scomparsa.
La dominante blu nella pelle è scomparsa.

Direi meglio, no? La linea di pensiero è molto semplice. Nelle parti in cui il problema si manifesta, abbiamo b < 0, ma a > 0. Nelle altre parti dell’incarnato, invece b > a praticamente ovunque. Il canale a, nelle parti in ombra, è più chiaro (in quanto positivo) del canale b (che è negativo), mentre altrove avviene il contrario. Applicando a su b in metodo di fusione Schiarisci, quindi, si sostituiscono solo le parti di b in cui b < 0. In altri termini, la pelle illuminata rimane intatta.

Beh, risultato quasi perfetto: anche il colore dell’acqua della piscina è cambiato, ma in un caso come questo non mi preoccupa minimamente. Se volessi recuperarlo, una fusione condizionale (Fondi Se o Blend If) potrebbe riuscirci in un attimo, visto che è l’unico colore con una componente a o b seriamente negativa. La cosa importante è comunque che l’incarnato sia molto più corretto di prima: per definizione, tutte le parti in cui b era negativo hanno ora un valore positivo identico ad a, che è quindi accettabile. Se vogliamo lasciare un po’ di sensazione di freddo nelle ombre possiamo ridurre a nostro piacere l’opacità del livello duplicato.

L’unico vero problema che vedo, in realtà, è che le labbra hanno perso un il loro colore naturale e sono più virate verso il rosso, perché sono state investite a loro volta dalla manovra. Una maschera di livello sul livello duplicato e pochi tocchi di pennello, neppure precisissimi, risolvono il problema.

Per completezza, ecco il risultato finale: con le labbra escluse dalla correzione da una maschera e il Fondi Se che recupera il colore originale dell’acqua.

La versione finale.
La versione finale.

A dimostrazione finale, un prima/dopo: nella metà superiore l’originale, nella metà inferiore la versione corretta. Notate come non si veda alcuna transizione (che non c’è!) nella parte destra, bene illuminata, mentre è evidente il miglioramento nella parte sinistra: nonostante la presenza dell’ombra, la tonalità più calda imbroglia l’occhio a credere che il volto sia investito dal sole anche a sinistra, o perlomeno che non sia così in ombra.

Sopra, l'originale - sotto, la versione corretta.
Sopra, l’originale – sotto, la versione corretta.

Naturalmente questo metodo può non funzionare nel caso l’immagine contenga oggetti il cui colore venga alterato in maniera significativa dall’applicazione del canale a su b in modalità Schiarisci, ma se questi soggetti possono essere facilmente isolati il problema è relativo. Per primi piani come questo, la tecnica funziona molto bene e fornisce un punto di partenza migliore dell’immagine originale.

Buone elaborazioni delle foto delle vacanze a tutti!
MO

7 pensieri su “Un trucco estivo in Lab”

    1. Grazie Luca – in realtà non è al 100% una novità. Questa è la variante “debole” di una tecnica molto più brutale che uso per risolvere un’immagine che mostro alla fine dei CCC e che si chiama “Goodbye”. È afflitta da un’orribile dominante gialla che aumenta con la distanza dei soggetti, e che non si può togliere con tecniche tradizionali perché ci sono dei volti nel mezzo. Dopo due anni di meditazioni occasionali, nel senso che la recuperavo ogni tre-quattro mesi e ci riprovavo, mi sono accorto che il mio errore era concentrarmi su cosa era sbagliato (il canale b) invece che su cosa era buono (il canale a). Dicevo “oh, a è a posto, ignoriamolo”. Invece a era la chiave per risolvere tutto, ma non era ovvio accorgersene.
      La lezione finale è questa: dobbiamo avere il coraggio di buttare ciò che non funziona alle ortiche, certe volte, in favore di ciò che invece funziona bene. Questo è uno di quei casi, credo.

      1. Sì, ora ricordo, lo racconti in un tuo videocorso TIAB, la foto riprende una tavolata di persone. Be’, un ripasso mi serviva proprio 🙂
        Grazie di nuovo, anche per l’analogia.

  1. Devo constatare, con perfido piacere, che le “tue” vacanze sono fruttuose per noi discenti. 🙂

  2. Una soluzione veloce ad un problema che spesso viene affrontato in modo complicato. La dominante blu nelle ombre è ormai un classico ma nel caso che hai presentato probabilmente non me ne sarei accorto. Quindi una capacità di osservazione acuta confermata poi dai valori riportati. Questo mi porta a dire chissà quante foto necessiterebbero un tale trattamento se soltanto ce ne accorgessimo. A questo punto occorre riflettere attentamente su come osservare le foto e non farsi trarre in inganno dal “visualizzatore”: Ai miei tempi universitari mi fu consigliato un libro di Bruno Zevi: saper vedere l’architettura, fondamentale per i corsi di architettura. Mi piacerebbe esistesse un trattato (di alto profilo) simile per la fotografia (quasi certamente esisterà ma non lo conosco!). Cosa ne pensi?
    Intanto grazie per la soluzione al problema posto.

    1. Giuseppe, se parliamo di colore l’unico testo che io conosca che affronta in maniera completa il problema è e rimane Professional Photoshop 5th Edition di Margulis. Probabilmente ce ne sono altri, ma credo che quella sia la visione più lucida, soprattutto su problemi spesso trascurati come il contrasto simultaneo e cose simili. Poi naturalmente esiste tutto il campo legato alla gestione del colore, che affronta il problema della riproducibilità da un altro punto di vista, altrettanto importante. In ogni caso sono d’accordo: nella mia foto il problema è sottile e forse lo scatto si sarebbe potuto anche passare così… ma continuo a vedere più naturalezza nella versione corretta (la penultima per capirci). Grazie mille del commento!

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