Un bianco e nero versatile: un’azione

L’articolo pubblicato ieri sul Metodo di Gorman-Holbert ha ricevuto più attenzione di quanto mi aspettassi. In particolare, uno degli utenti di questo sito, Luca Negri, mi ha inviato privatamente un’azione di Photoshop da lui realizzata che non solo implementa la prima parte del metodo (i passi da 1 a 9, in pratica) ma la espande in una direzione molto interessante. Dopo averla provata ho proposto a Luca di metterla a disposizione su questo sito e lui ha entusiasticamente accettato – motivo per cui lo ringrazio sentitamente.

L’azione, innanzitutto: è liberamente scaricabile qui (NB: cliccare con il tasto destro del mouse). La potete installare come qualsiasi altra azione, aprendo il pannello Azioni in Photoshop e selezionando la voce Carica azioni dal menu. Viene caricata una cartella denominata AzioniMie che contiene l’azione Conversione BN Avanzata.

Una prima avvertenza: il primo passo dell’azione prevede la conversione in Lab. Se state lavorando su un documento a più livelli, vi verrà chiesto se volete ridurre l’immagine a livello unico nel corso della conversione: questa è la cosa giusta da fare. Seconda avvertenza: il secondo passo dell’azione duplica il documento così ottenuto e lo rinomina Versione Lab a colori. Questo può essere assai utile perché l’immagine originale viene di fatto trasformata in una versione monocromatica, e avere un riferimento dei colori originali è molto comodo. Tenete però presente che questa versione duplicata va chiusa prima di lavorare su una seconda immagine, altrimenti l’azione si bloccherà non riuscendo a risolvere correttamente il nome della versione duplicata.

La struttura dei livelli generata dall'azione.
La struttura dei livelli generati dall’azione.

L’azione restituisce un documento che contiene ben sette livelli, come si può vedere nell’immagine a fianco. Dal basso verso l’alto: la versione ottenuta tramite la conversione in Scala di grigio del canale L dell’immagine originale; il livello di regolazione Tinta unita descritto nell’articolo di ieri; e cinque livelli di regolazione Curve dotati di maschere di livello che isolano in maniera credibile le aree verdi, blu, magenta e giallo, oltre che i neutri. Le maschere vengono ottenute per manipolazione dei canali Lab dell’immagine originale a colori. Lo scopo di questi livelli di regolazione è quello di andare a intervenire in maniera fine sulla densità dell’immagine a seconda dell’area cromatica. Questo, non vi sfuggirà, ha parecchio a che fare con la filosofia di fondo della regolazione Bianco e nero, che però non viene utilizzata ma emulata tramite le Curve. Nella prossima figura, un esempio di utilizzo – molto semplice. L’immagine A è la versione in bianco e nero ottenuta tramite l’applicazione del Metodo di Gorman-Holbert con i parametri standard descritti nell’articolo di ieri; nell’immagine B sono state utilizzate le curve che agiscono sulle aree denominate Verde e Blu per scurire lo sfondo. Come si può notare, il soggetto rimane intatto.

A: la conversione originale con la tecnica di Gorman-Holbert. B: intervento sullo sfondo utilizzando le curve di Luca.
A: la conversione originale con la tecnica di Gorman-Holbert. B: intervento sullo sfondo utilizzando le curve di Luca.

Questo è l’utilizzo principale che possiamo fare dei livelli di regolazione Curve. Volendo, se ci sentiamo particolarmente creativi, possiamo anche non utilizzare la curva composita RGB ma quelle sui singoli canali per virare leggermente certe aree cromatiche verso un colore o verso l’altro, in una variante della tecnica split-toning. Attenzione, però: le maschere sono sfocate e potranno generarsi aloni se le manovre che mettiamo in atto sono troppo aggressive. Questo vale anche per le correzioni di luminosità, ma sappiamo che è necessario sfocare in qualche misura la maschera che fonde due livelli a luminosità diverse al fine di evitare posterizzazioni. Una minima presenza di aloni è inevitabile, ma entro limiti ragionevoli non saranno particolarmente dannosi per le nostre immagini.

Naturalmente rimane valida la soluzione di aprire il livello Tinta unita, il cui valore predefinito corrisponde al grigio medio 0H0S50B, e modificare i parametri H, S e B nel Selettore colore di Photoshop come più ci aggrada per ottenere non tanto un bianco e nero in senso stretto ma una versione virata verso una qualche tinta di nostra scelta. Per dettagli, i riferimenti si trovano nell’articolo di ieri.

Un suggerimento ulteriore: potrebbe essere interessante sperimentare con questo metodo per realizzare una versione in bianco e nero da utilizzare come sorgente di fusione in Luminosità sull’immagine a colori originale. Ovvero, non una versione strettamente finalizzata alla produzione di un’immagine monocromatica quanto a un’immagine con una luminosità ottimale, per recuperare poi il colore dall’originale. In particolare (pensiero di Luca) questo potrebbe forse portare qualche sorpresa gradevole nel secondo passo del PPW, il noto flusso di lavoro di Dan Margulis.

Non mi resta che ringraziare Luca non solo per il tempo che ha speso a realizzare l’azione ma anche per avere acconsentito a metterla liberamente a disposizione di tutti. Visto che l’articolo di ieri ha totalizzato circa 900 visite in meno di ventiquattr’ore, diventando così l’articolo tecnico più letto di questo blog dalla sua nascita, credo che questa azione possa essere gradita a molti. Va anche, ci tengo a dirlo, nella direzione dello spirito di condivisione che cerco di infondere a questi articoli – a volte con buoni risultati e a volte meno. In ogni caso abbiamo una buona tecnica, che molti hanno ritenuto di voler condividere sulle proprie pagine (grazie!), e uno strumento per applicarla facilmente, nonché un week-end (che vi auguro tranquillo) davanti per giocarci. Grazie Luca e grazie a chi vorrà commentare segnalando anche, se ci fossero sfuggiti, eventuali errori e problemi.

A presto!
MO

30 pensieri su “Un bianco e nero versatile: un’azione”

    1. Grazie a te Antonio. La generosità è tutta di Marco, senza i suoi contributi io non avrei combinato nulla.

  1. Marco, l’interesse ricevuto conferma che il bianco e nero riscuote molto successo in quanto ottenibile in molti modi e proprio per la sua libertà interpretativa che non ha paragoni con la realtà. Bravo Luca che ha sperimentato e implementato.

    1. Grazie Piersimone. È vero, il fascino del bianco e nero è innegabile. Con un sapore particolare per chi la fotografia ha iniziato ad impararla in camera oscura da ragazzino, tra tank e bacinelle; affascinato nell’osservare l’immagine rivelarsi quando il foglio bianco appena esposto alla luce dell’ingranditore veniva immerso nel bagno di sviluppo, subito agitato sollevando e abbassando ritmicamente un lato della bacinella. Con la luce rossa della lampada di sicurezza a creare l’atmosfera.

      1. Oh, sì. Mioddio, sì. Ricordo ancora l’odore degli acidi, ci sono cresciuto assieme, come ho raccontato in un articolo precedente su questo blog.
        Luca, è poco politicamente corretto – ma mi hai prestato il fianco per condividere un link che descrive in maniera perfetta ciò di cui parli. È un brano dei Van der Graaf (non Generator, era un’altra incarnazione, questa) intitolato “Last Frame”. Chiunque abbia fatto camera oscura può capirlo fino in fondo; nessun altro, credo. Sta qui. “Oh, the red light, the silver, the black and the bromide; oh, the silence, the waiting for overview…”

      2. Ricordo lo stupore.
        Fui iniziato alla fotografia da un mio carissimo zio, fotoamatore di rara sensibilità. Ricordo quella prima volta che assistetti a una delle sue sessioni di stampa: fu lui a farmi richiudere la bocca che era rimasta aperta per tutto il tempo, e anche dopo. Com’era possibile? Ero in un’età in cui l’adolescenza dolorosamente doveva salutare l’infanzia luogo in cui lo stupore era la linfa delle fantasie ancora in armonia con la realtà altra. La terra di mezzo in cui la naturale evoluzione psichica aveva, però, scarso alimento dall’altra sponda, quella dell’età adulta. Diventai prestissimo un “Paracelso”, non era possibile restituire la rosa dalle sue ceneri, questo lo imparai in fretta, ma… potevo far riapparire frammenti di tempo passato. In silenzio, diventavo mago in quella camera rossa.

        1. Penso che alcuni di noi abbiano questa cosa cablata in hardware nel DNA – chimica o digitale, poco importa in fondo. A meno di quattro anni mio figlio prese un libro d’arte dallo scaffale e con la sua compattina iniziò a fotografarne metodicamente le pagine, con mia massima sorpresa. Quando gli chiesi perché lo stesse facendo mi guardò come se non fossi esattamente intelligente e mi diede una risposta fulminante: “perché è bellissimo, e perché così mi ricordo”. Alla fine, è tutto lì.
          Grazie del commento, Antonio.

  2. Troppo generoso Marco. E che velocità, il tempo di un giro in bici e hai già pubblicato un nuovo articolo!
    Per chi la sta provando, l’azione è stata creata poche ore fa e testata poco. Qualsiasi suggerimento per migliorarla sarà gradito.
    Ogni maschera è sfumata di 5 px sul pannello proprietà. Se fate doppio clic sulla maschera potete aprirlo e diminuire o aumentare la sfumatura, non ho fatto molte prove a riguardo e quindi non vi so dire quale sia la più adatta.
    Ringrazio di nuovo Marco, da lui ho imparato tantissimo, in questo spazio e non solo. E anche in questa azione ho semplicemente applicato alcuni dei suoi insegnamenti. Pertanto, a ben vedere, l’azione è più sua che mia.
    Non c’è bisogno di dire che Marco è un punto di riferimento insostituibile. Generoso, professionalmente e umanamente. Scientificamente sempre corretto. Didatticamente bravissimo.
    Grazie per tutto.

    1. Ti ringrazio, Luca – ma attenzione… se scrivi cose del genere poi finisce che la gente inizia a crederci davvero :-).
      Scherzi a parte, mi fa piacere vedere che alcuni dei semi piantati nel corso degli ultimi mesi diano questo genere di risultati. È uno sprone a proseguire, nonostante tutte le difficoltà che sempre si incontrano. Grazie ancora.

      1. Io ci credo davvero.
        Scherzi a parte grazie da parte di chi spesso non ha nemmeno il naso di mettere fuori il naso da CMYK. Sono impegnatissimo in questo periodo e proprio per questo apprezzo tantissimo il vostro aiuto ed i vostri stimoli.
        Un abbraccio, Gianni

    1. Grazie, fa veramente piacere saperlo. Appena Marco avrà il tempo di fare gli ultimi controlli, c’è qualche miglioramento in arrivo 🙂

  3. Grazie a tutti, curioso di provarlo non appena arrivo a casa carico di scatti da gran fan del biancoenero. Bellissima condivisione, gran gruppo! Adorazione piena!

  4. Un bel regalo in una terribile estate caldissima, ti riprende la voglia di fare e soprattutto sperimentare. Sono anch’io appassionato del BN anche se spesso con risultati non sempre allettanti, questa quindi è un’occasione da prendere subito. Un grazie grande agli autori.

    1. Grazie a te, Giuseppe. E di nuovo grazie a Marco per l’enorme disponibilità, così che l’azione è già stata migliorata 🙂

  5. Grazie mille Luca e Marco!

    Ho solo una domanda, alla fine dell’azione mi compare questo messaggio:
    The object “channel Alfa 1” of document “Versione lab a colori” is not currently available.

    E’ normale?

    1. Ciao Erika, ho l’impressione che questo possa dipendere dal fatto che hai la versione in inglese – il nome di default dei canali è diverso, e quindi i canale non viene trovato. Lasciami il tempo di controllare, o vediamo se Luca ha un workaround. Il più semplice probabilmente è rinominare i canali all’interno dell’azione.

  6. Ho letto l’articolo a suo tempo, ed ho scaricato l’azione. Complimenti a Luca e come sempre a te Marco. Volevo porvi una domanda da 1.000.000 di euro. Nell’articolo viene detto che le maschere si ottengono per manipolazione dei canali Lab dell’immagine a colori. Ho cercato di capire come fare, ma sicuramente sono ancora troppo scarso per arrivarci. Potreste spiegarmi come si fa? Spero di non chiedere troppo. Grazie comunque! Ed ancora complimenti

    1. Nino, in sostanza devi lavorare su una copia dell’immagine convertita in Lab. I canali a e b permettono di isolare facilmente i colori: sono, come le chiamo di solito, delle proto-maschere. Il canale a ha la caratteristica di essere più scuro del grigio 50% se un colore tende al verde, più chiaro se tende al magenta. Il canale b si comporta in maniera simile, ma con il blu e il giallo rispettivamente. Se duplichi il canale che meglio ti isola il colore che vuoi usare per la tua maschera, una curva (o anche Livelli tonali, di solito) ti permette di solito di ottenere una maschera scurendo molto le parti scure e schiarendo quelle chiare. Se la maschera è invertita, basta… invertirla. È più facile dirlo che spiegarlo: poi puoi usare il canale modificato come maschera trasferendolo nella stessa con Applica immagine.
      Buoni esperimenti!

  7. Grazie Marco e Luca…

    ho lo stesso problema descritto da Erika….cliccando l’azione, mi esce questo errore:
    L’oggetto canale a di Sfondo di documento “Versione Lab a Colori” non è correttamente disponibile.
    Se clicco su continua l’errore si ripete anche nel canale b.

    E’ corretto che dia questi errori??
    Grazie!

    1. Ciao Federico.

      No, non è corretto che dia errori. Il problema può sorgere se hai più documenti aperti contemporaneamente.

      Quando ho costruito l’azione creavo le maschere da un documento duplicato e convertito in Lab. Quindi nell’azione ci sono passaggi come “seleziona precedente documento” che richiedono che il documento aperto sia uno solo.
      In seguito ho imparato a creare le stesse maschere in RGB, ma allora non lo sapevo fare.

      Ho scaricato ora l’azione dall’articolo e l’ho provata. Posso quindi confermarti che se il documento aperto è uno solo, l’azione scorre regolarmente. Mi si è bloccata con due documenti aperti contemporaneamente.

      Mi auguro che il problema sia solo questo e ti ringrazio per la segnalazione.

  8. scusate
    ho caricato in Ps due foto ed applicato l’azione ma non si generano due livelli, i primi trattati nel tutorial video dopo la spiegazione sull’uso del selettore colore attivato dal livello riempimento grigio medio
    aiuto….

    1. Ciao Tauro.

      È molto probabile che il problema sia dovuto al fatto che hai due foto aperte in Ps. È un imite dell’azione. Ora potrei fare di meglio ma all’epoca non avevo pensato a questa possibilità. Dovresti evitare inceppamenti se ti limiti ad avere un solo file aperto.

      Grazie per l’attenzione. Ciao.

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