Roadmap #4 – Villafranca

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Questo punto sulla Roadmap è piccolo e visitato per la seconda volta: Villafranca, di nuovo. Della città ho già parlato; ci ripensavo stasera, verso le 18.30, seduto all’esterno di un bar presso il Castello Scaligero, e non posso che confermare ciò che ho già scritto.

Ma lo scopo stavolta è diverso. Sì, un altro videocorso, sì, sempre nella cabina di Teacher-in-a-Box, ormai quasi una seconda casa per me (grazie, ragazze). Ma soprattutto, un videocorso inaspettato: richiestomi, accettato da me inizialmente con titubanza trasformatasi poi in entusiasmo nel momento in cui mi sono reso conto che ero forse riuscito a costruire una scaletta didattica potenzialmente interessante, perlomeno per il mio metro.

Ma, soprattutto, un videocorso tenuto dalla persona sbagliata. Non dovrei esserci io qui, ora, ma Davide Barranca. Perché da lui, e non da Margulis o da Fraser, ho imparato la maggior parte di ciò che so sulla maschera di contrasto, che inizialmente non mi stava affatto simpatica (le cose che non vengono bene non stanno mai simpatiche, vero?) e che ho finito per amare proprio perché egli è riuscito a farmene comprendere l’importanza, la profondità e la natura.

Per questo motivo la sesta lezione del primo capitolo è necessariamente dedicata alla “mazzetta di Davide Barranca”: il termine colloquiale da lui coniato per spiegare un metodo d’intervento non universale ma abbastanza sicuro, per chi ha fretta e non vuole perdere troppo tempo. Sotto la mazzetta, naturalmente, l’abisso degli aloni chiari e scuri, delle piramidi gaussiane, delle sfocature incrociate tra loro. Ma intanto – tac! – un colpo ben assestato in mezzo ai mattoni, con la mazzetta naturalmente, ed ecco che otto volte su dieci il risultato è WOW! Barranca-style, senza dubbio.

Questo è quindi un grazie. Ma è anche una dedica. Perché Davide, sentito meno di tre ore fa al telefono, in questo momento è terremotato, come altre decine di migliaia di persone che soffrono a pochi chilometri di distanza da qui. L’ultima scossa importante, ieri sera; oggi la pioggia battente. Non è bello: anche se lui è relativamente fortunato, visto che un tetto sopra la testa lo ha, anche se a Bologna e non nel villaggio di campagna in cui ha scelto di vivere. Per ragioni di sicurezza, si dice. Verranno i vigili del fuoco, si dice. Si vedrà, si dice.

Io davvero non so cosa dire: a lui e a tutti gli altri coraggiosi emiliani che vivono lo stesso dramma con la dignità che tutti abbiamo visto in televisione. Spero almeno che questo videocorso, per il nulla che può valere, sia per lui una piccola fiamma affermativa. Anche perché è in gran parte suo, e perché come sempre mette me a fare le cose che dovrebbe fare lui, quando c’è da esporsi in pubblico. Ma gli voglio bene lo stesso, tanto. Perché, come cantava Jacques Brel, va bene tutto “mais… voir un ami pleurer…”

Chiudo da Villafranca, chiudo il box, torno nel perimetro della mia stanza. Pensieri un po’ accavallati, leggermente terremotati anche loro. Non c’è molto di reale, qui dentro. Oggi Davide mi suggeriva di chiudere la cabina, mettere i razzi e decollare verso un pianeta meno sismico del nostro. Ci ho pensato – era allettante; ma no – non ancora. Non ora, non qui, perlomeno.

Quindi – a presto.
MO

8 commenti su “Roadmap #4 – Villafranca”

  1. Innanzitutto un abbraccio a Davide e famiglia, con rinnovo dell’invito -da usare quando vogliono- per passare un periodo di tempo per staccare un pò da là. Da me passando dal passo delle Radici si arriva in relativamente poco tempo, ci sono la Garfagnana, la Media Valle del Serchio e Lucca e la sua piana. Posti belli per tutti.
    Coraggio, come diceva uno, non può piovere per sempre.

    “le cose che non vengono bene non stanno mai simpatiche, vero?”
    sarà per quello che ho un particolare rapporto con l’inverted overlay e il MMM 🙂
    Un saluto a tutti.

  2. Ciao Marco!

    Ho l’abbonamento annuale a TIAB e stavo vedendo il corso sulla maschera di contrasto. Nelle lezioni che sto seguendo fino ad ora (sono arrivato alla 2.3 mentre scrivo) l’audio non è perfetto, ogni tanto (e non in tutte le lezioni) si sente gracchiare (scusa il termine ma non so come si dice in gergo tecnico…).
    La cosa personalmente la riesco a sopportare, ma può dare fastidio…

    Ciao,
    Roberto.

    1. Roberto, scusa se ti rispondo solo ora ma non ho visto il commento, prima.
      Hai segnalato la cosa a Teacher-in-a-Box? Credo che gli farebbe piacere saperlo. Io non sono ancora riuscito a vedere tutto il corso perché sono tornato oggi da una settimana di assenza, ma lo farò al più presto. Grazie della segnalazione, comunque!
      MO

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