Selezioni Cromatiche in RGB

Se seguite Marco, sapete che gli articoli del suo blog sono tutti eccellenti: scritti davvero bene, scientificamente corretti e mai banali. Finora! Marco mi ha chiesto se volevo pubblicare qualcosa anch’io. Ed eccomi qua a provarci, pur se mi sono reso conto da subito che una cosa è scrivere qualche post su FB e un’altra mettere insieme un articolo.

Ringrazio molto Marco per la sua incoscienza (non parliamo della mia!) perché di un solo risultato sono piuttosto sicuro, ed è quello di abbassare con questo scritto la media qualitativa del blog.

 [Nota di MO: dopo questa, sei licenziato prima della fine del periodo di prova.]

Ma veniamo all’argomento trattato: le selezioni cromatiche in RGB. Ne ho già parlato in un post, nel gruppo FB del Color Correction Campus. Ora lo ripropongo in modo più ampio e con qualche novità.

Immaginiamo di essere all’interno di un cinema vuoto, seduti comodamente, al buio.

Appoggiata sulle ginocchia, possiamo governare una semplice consolle con tre manopole. Ogni manopola comanda l’accensione e l’intensità di un occhio di bue che proietta la sua luce colorata sullo schermo davanti a noi. Il primo riflettore è predisposto per proiettare una luce rossa, il secondo verde, il terzo blu.

Agendo sulla prima manopola azioniamo l’occhio di bue che proietta un cerchio di luce inizialmente tenue e dalla tonalità calda. All’aumentare dell’intensità percepiamo un colore via via più brillante, un bel rosso vivo.

Quando accendiamo anche il secondo illuminatore, una luce verde si sovrappone parzialmente a quella del rosso. Nella parte non sovrapposta, il verde è prima appena percepibile ma diventa sempre più chiaro all’aumentare dell’intensità. Nell’area di sovrapposizione cambia la tonalità del rosso che vira all’arancione prima e al giallo poi. Alla fine è un giallo puro, dove non sono più riconoscibili le due componenti che lo hanno costituito.

Non vi annoierò ulteriormente con la descrizione dell’accensione del terzo faretto e relative sovrapposizioni. Propongo invece una simulazione con il file che potete scaricare qui e utilizzare come strumento di lavoro.

00_Sintesi_Additiva

Sovrapposizione di tre luci colorate.

Lo so, sembra una cosa inutile, tutti sappiamo come si formano i colori in sintesi additiva. Ma è ragionando su questi semplici principi che ho ideato le tecniche che andrò ad illustrare.

Chi ne ha voglia può provare a ripercorrere con me il filo logico che ho seguito.

Nel  file lo sfondo è nero, “buio”,  perché  in sintesi additiva l’assenza di luce è il punto di partenza e i colori si ottengono per addizione.

Ho quindi preparato tre curve che simulano la proiezione di tre luci colorate e parzialmente sovrapposte. Spostando verso l’alto l’estremità bassa della curva, il punto nero, abbiamo la possibilità di “accendere” ciascuna delle tre luci e variarne l’intensità, in una scala da 0 a 255.

Possiamo usare la curva del composito in quanto ho disattivato i canali non interessati nella finestra Stile livello accessibile cliccando due volte sul livello che ci interessa o tramite la voce Opzioni di fusione presente nel menu del pannello Livelli.

01_Curve_Faretti  

I livelli del file 1, che potete usare per simulare la proiezione di tre luci colorate.

Consideriamo ora le possibili combinazione di parti uguali di Rosso, Verde e Blu. Le regole che possiamo dedurre sono queste:

  • Rosso + Verde + Blu = Bianco
  • Rosso + Verde = Giallo
  • Rosso + Blu = Magenta
  • Verde + Blu = Ciano
  • lo zero nei tre canali corrisponde al nero  e Photoshop non può rappresentare niente al di sotto di tale valore.
  • 255 nei tre canali corrisponde al bianco e Photoshop non può rappresentare niente al di sopra di tale valore.

Quattro formulette e due semplici evidenze sulle quali ragionare sono sufficienti per creare delle maschere cromatiche. Vediamo come e cerchiamo di capire il perché.

I principi da tenere presenti sono questi:

1) in RGB, in corrispondenza dei toni neutri tutti i canali sono uguali;
2) in presenza di un colore, almeno un canale è differente.

Come possiamo separare la parte cromatica dalla luminosità senza andare in Lab?

Consideriamo la parte centrale dell’immagine sottostante che registra questi valori cromatici: R200 G200 B180.

02_Sintesi_Additiva_R200_G200_B180

Come calcoliamo quanto Giallo è presente in questa tripletta?

B ha il valore più basso, 180. Insieme a 180 punti di R e a 180 punti di G costituirà luce neutra, che possiamo quindi sottrarre. Rimane in tal modo solo la componente cromatica: 20R+20G.

In definitiva, sono 20 punti di giallo, il risultato di una semplice sottrazione. E una sottrazione è alla base di una tecnica che ci consente di isolare il giallo.

Propongo una simulazione grafica: semplici colonne cromatiche, dove l’altezza di ciascuna colonna è proporzionale all’intensità dei colori e la sovrapposizione ne determina la combinazione.

Nella figura sotto potete vedere delle colonne cromatiche di altezza proporzionale all’esempio. R e G sono alte 200px e B 180px.

04_Sintesi_Additiva_Colonne_R200_G200_B180_

Sovrapponendole si combinano secondo i principi della sintesi additiva. La parte che non si neutralizza è la componente cromatica.

05_Sintesi_Additiva_Colonne_R200_G200_B180_

Ora siamo pronti a isolare il Giallo dal resto. Aggiungiamo un nuovo livello di regolazione Curve con relativa maschera di livello che useremo per isolare la componente gialla dell’immagine. Non solo la parte dove il colore è più intenso, ma anche la parte centrale dove la saturazione è molto più bassa.

06_Isolare_il_Giallo

Alla maschera di livello applichiamo il canale R, in metodo di fusione Normale, 100%.

07_Applica_R

Subito dopo applichiamo il canale G in metodo di fusione Scurisci, 100%. In tal modo mettiamo insieme pari quantità di rosso e di verde.

08_Applica_G

Quindi, sottraiamo il Blu: dal menu Immagine, applica immagine, scala 1, sposta 0. Il risultato è una maschera che registra fedelmente le quantità di luce gialla.

09_Applica_B

Ci interessa leggere i valori della maschera in RGB per una verifica dei risultati. Il modo più semplice per farlo è applicarla a un livello vuoto. Le letture ci danno 200 nella parte più chiara, dove il giallo è presente da solo, e 20 nella parte più scura. Il che corrisponde alla differenza tra 200 e 180 come già visto (cliccate sull’immagine per riuscire a leggere i numeri).

10_Maschera_R200_G200_B180 copia

Abbiamo ottenuto una maschera costituita da valori di grigio proporzionali alla quantità di giallo effettivamente presente nell’immagine. Nella maggior parte dei casi, però, vogliamo che il colore in questione sia completamente selezionato, pur se presente in quantità minime.

Possiamo allo scopo realizzare sulla maschera una curva (Immagine -> Regolazioni -> Curve, dopo aver selezionato la maschera) estrema che sposta completamente a sinistra l’estremo superiore destro, corrispondente alle alte luci, come mostrato in figura.

11_Curva_su_Maschera

Questa curva non rischia in alcun modo di selezionare colori che non siano il giallo in quanto, per effetto della sottrazione, in corrispondenza di tali colori la maschera è completamente nera.

12_Sintesi_Additiva

Cambiamo i valori e proviamo questa volta ad isolare il Magenta.

Cosa succede se abbiamo tre componenti cromatiche diverse? Vediamo 220R 170G 240B nel modello grafico a colonne cromatiche.

13_Sintesi_Additiva_Colonne_R200_G170_B180_

 

Nella sovrapposizione neutralizziamo la parte  fino all’altezza del Verde, 170.

14_Sintesi_Additiva_Colonne_R200_G170_B180_

Da 170 a 220 abbiamo la parte che il Rosso condivide solo col Blu, dunque il Magenta, la parte che ci interessa isolare, 50M.

Da 220 a 240 abbiamo 20 punti di Blu, che va eliminato. Per questo, nell’applicarlo useremo il metodo di fusione Scurisci.

Seguendo la logica già vista aggiungiamo una curva per isolare la componente magenta nella maschera.

 15_Isolare_il_Magenta_

Sulla maschera di livello applichiamo il Rosso, in modalità normale e subito dopo il Blu in modalità Scurisci. In tal modo registriamo le parti in comune del Rosso e del Blu.

16_Applica_R

17_Applica_B

Quindi, sottraiamo il Verde: dal menu Immagine, applica immagine, scala 1, sposta 0. In tal modo otteniamo una maschera che registra fedelmente le quantità di luce Magenta.

18_Applica_G

Di nuovo, abbiamo una selezione perfetta dei valori magenta e, come per il giallo, l’ho verificato misurando i valori della maschera applicata su un livello vuoto.

19_Maschera_R220_G170_240 copia

Di nuovo, questa è una maschera che possiamo curvare.

20_Curva_su_Maschera

21_Sintesi_Additiva_Maschera_Curvata

Visto che il metodo sembra funzionare, lo mettiamo alla prova con un ciano davvero leggero.

22_Sintesi_Additiva_Colonne_R215_G218_B217_

Impostiamo questi valori: 215R 218G 217B.

23_Sintesi_Additiva_Colonne_R215_G218_B217_

Ormai sappiamo cosa fare e aggiungiamo una curva sulla cui maschera vogliamo isolare il Ciano.

Con ancora più attenzione di prima, osserviamo la parte centrale dell’immagine dove la presenza del ciano è piccolissima.

24_Isolare_il_Ciano

Sulla maschera di livello applichiamo il Verde, in modalità normale. Subito dopo applichiamo il Blu in modalità scurisci. In tal modo registriamo pari quantità di Verde e di Blu.

25_Applica_Verde

26_Applica_Blu

A questo punto sottraiamo il Rosso: dal menu Immagine, applica immagine, scala 1, sposta 0. In tal modo otteniamo una maschera che registra fedelmente la quantità di luce Ciano.

27_Applica_Rosso

Nella parte dove il ciano presenta 217 punti, la selezione è subito evidente. Ma nella parte centrale questa volta qualcosa sembra non aver funzionato.

Anche questa volta ho voluto però fare una verifica numerica, sempre applicando la maschera su un livello vuoto.

28_Maschera_R215_G218_B217

Proviamo quindi a curvare la maschera ed ecco, la selezione compare.

29_Curva_Su_Maschera

È perfetta. Soli due punti punti di luminosità, corrispondenti ai due punti di ciano, sono bastati per evidenziare la maschera con la curva.

30_Risultato_Curva_1

Ma per portarla al bianco una curva non basta, devo applicarla due volte. Questo perché Photoshop non mi consente di verticalizzare di più e mi lascia staccato quattro punti dall’asse.

11_Curva_su_Maschera

31_Risultato_Curva_2

Dovrò ricordarmene se andrò a creare un’azione.

Abbiamo finora isolato dei colori composti: il Giallo, che è la somma del Rosso e del Verde. Il Magenta, che si ottiene con il Rosso ed il Blu. Infine il Ciano ottenuto sommando il verde ed il blu. Ci tocca ora provare con i colori primari.

La logica rimane immutata: dovrò sottrarre da ciascuno di loro la parte neutra, ma anche ogni altro colore.

Abbandoniamo l’immagine astratta e usiamo la tecnica su una fotografia.

32_Temporale_Strada

L’obiettivo è quello di isolare i verdi in una maschera di livello.

33_Maschera_Oer_Verde

La logica rimane la stessa ma impone una tecnica diversa. Rimane il principio base: dobbiamo sottrarre la componente del verde che si combina con pari quantità di rosso e di blu formando i toni neutri. E dobbiamo anche sottrarre un’eventuale eccedenza di rosso o di blu.

Ho messo alla prova tre modi diversi per farlo e vi propongo quello che mi pare il più interessante.

Aggiungiamo un nuovo livello di regolazione, curve, e sulla maschera applichiamo R, Normale, 100%; quindi B, Schiarisci, 100%. Attenzione, questa volta il metodo di fusione è “schiarisci”, a differenza di quanto fatto finora. Questo perché non siamo interessati a individuare la parte in comune tra il rosso ed il blu, il magenta, ma piuttosto vogliamo mettere insieme le componenti cromatiche che non sono verdi ed eliminarle dal resto.

34_Applica_R

35_Applica_B

Ora, con Applica immagine sottraiamo alla maschera il canale G.36_Applica_GMa il verde non era il colore che volevamo isolare? Lo è. In tal modo tutti i valori dove il Verde predomina andranno sotto lo zero. E andrebbero persi se la sottrazione avvenisse come abbiamo fatto finora, mentre noi vogliamo il contrario: eliminare tutti gli altri valori e salvare le informazioni del Verde.

Per questo in “Applica immagine” abbiamo impostato “sposta 255”.

37_Risultato_Applicazioni_

In altre parole, lo zero viene spostato a 255, il massimo valore consentito, così che i valori che per risultato della sottrazione erano positivi ora vengono “tagliati”, persi nel bianco più bianco, mentre il valori del rosso sono visibili come grigi più scuri.

Per creare la maschera secondo i criteri di prima ci basta ora invertire la maschera ed eventualmente applicare la solita curva.

38_Inverti_

 

39_Risultato_Invertito

40_Curva_Su_Maschera

41_Risultato_Curva

Per il rosso e per il blu, la tecnica rimane la stessa e non sto quindi a ripeterla.

Solo un paio di osservazioni prima di concludere.

La prima è che non sempre occorre curvare la maschera. Una maschera che mostra i valori isolati in modo proporzionale alla loro presenza è sì molto scura, ma permette di agire con le curve solo su quei valori in un modo più sottile in quanto a movimenti ampi corrispondono piccole variazioni.

La seconda è che seguendo la stessa logica è possibile togliere qualsiasi componente cromatica rossa, verde o blu. In Lab esiste una tecnica che talvolta si adopera per esempio per togliere la presenza del verde o del blu da un’immagine. La tecnica consiste nel riempire il canale “a” o il canale “b” di grigio al 50% in modalità “schiarisci”.

La modalità è un po’ diversa ma si può ottenere lo stesso risultato anche in RGB, per il verde, per l blu e anche per il rosso.

Dunque la tecnica è semplicemente questa… ma no, perché togliervi la soddisfazione di trovarla da soli? 😉

Ai due o tre che sono arrivati fin qua, un caro abbraccio. 🙂

LN

34 pensieri su “Selezioni Cromatiche in RGB”

  1. letta tutta d’un fiato……sei terribilmente alieno anche tu come MO.
    Complimenti, ora so’………più di prima….. 🙂 grazie Luca.

    1. Grazie mille, Lido! Ma no! Io sono molto terrestre.
      Marco Olivotto è davvero di un altro pianeta.
      Ciao

  2. È uno degli articoli sulla correzione colore più semplici da leggere e digerire che mi sia capitato sotto mano. È estremamente “esplicativo” e neanche un po’ noioso. Grazie!

    1. Visto che Luca era preoccupato di come l’articolo sarebbe stato accolto, credo che sarà molto felice di leggere questo commento.
      E non è finita qui… 😉

      Grazie!

      1. Da non credere!
        Marco, dimmi la verità, “Roberto Giovannini” e commento allegato te li sei inventati tu per farmi un regalo?!
        Ok, grazie! 🙂

          1. Scusa Marco, non ricordo se ti avevo poi inviato il mio IBAN per l’accredito di quanto convenuto per il commento che ho scritto al primo articolo di Luca sul blog… 😀 😀 😀

  3. Mi sono divertita a fare delle prove mentre leggevo l’articolo, veramente interessante, complimenti!

    1. Valentina, mi fa davvero piacere. Se ti sei divertita significa che queste riflessioni sono andate al di là di ogni mia rosea aspettativa. Grazie.

  4. Grazie Luca , davvero utile e veramente brillante questo tuo contributo. Ne farò tesoro. Somiglia molto alla tecnica che i vari software di “svuotamento” dei neutri che si usano in prestampa.
    Grazie 1000.

    1. Gianni, grazie! Se di questa tecnica trovi qualche applicazione pratica nel tuo settore, spero ce le farai sapere. Sarebbe interessante. 🙂

  5. Caro Luca,
    senza nulla togliere al “solito” MO, ti posso assicurare che hai scritto un articolo di chiarezza notevole, privo di qualsiasi fronzolo inutile e piacevolissimo da leggere, oltre che istruttivo.
    Come sempre, ti esorto a continuare perché altrimenti, priveresti la comunità cc, di una risorsa eccellente.

    1. Grazie mille, Fabio.

      Se ho scritto qualcosa di decente è merito principalmente di Marco.
      Per tanti motivi. Compreso quello di avermi stimolato a scriverlo!

  6. Mi associo a tutti per quanto riguarda chiarezza, interesse, poi mi chiedo.. Ma perché? Per come? E cado in depressione… Ma ce la farò! Giuro che ce la farò! A forza di leggere i vostri articoli riuscirò ad utilizzare quella parte di cervello ancora avvolto nella nebbia… Credo mi manchi ancora quella visione d’insieme necessaria per affrontare certi problemi o meglio per porsi certi problemi… (Già, perché se uno non vede il problema perché cercare di risolverlo.??) Dura ehhh!
    Grazie di tutto e Buona Pasqua in ritardo.

    1. Bel commento, Enrico, grazie. Mi dà l’occasione di ricordare, se mai ce ne fosse bisogno, che non esiste una e una sola strada per arrivare dove si desidera. Prendi ad esempio ciò che Luca stesso scrive: le selezioni descritte si possono effettuare in Lab, e il modo più canonico per farlo forse è quello, visto che Lab ci propone i colori separati dalla luminosità, belli e pronti. Allo stesso tempo, non investigare le potenzialità di RGB in questo senso sarebbe veramente limitativo; culturalmente e anche dal punto di vista pratico.
      A differenza di altri campi di pertinenza di Photoshop, questo ha un vantaggio (o uno svantaggio, dipende dai punti di vista): è un filone che non sembra finire mai, perché più scavi e più trovi. Forse per questo molti lo trovano affascinante, e forse per questo molti lo rigettano in favore di un approccio più diretto.
      La visione d’insieme rimane comunque assai opportuna, con o senza questa modalità di avvicinamento ai problemi.
      Grazie ancora, a presto!

      1. Condivido pienamente, Marco.
        Personalmente, la soddisfazione maggiore mi arriva quando riesco a vedere le cose in modo chiaro. In modo semplice. Se prendiamo le tecniche spiegate in questo articolo, per esempio, la spiegazione è lunga ma è in realtà tutto molto lineare, molto facile. Una dominante è un colore che si aggiunge alla parte neutra dell’immagine. Se tolgo la parte neutra mi rimane solo la parte cromatica. Tutto qua. Una semplice sottrazione! Niente di complicato. Eppure per anni questa evidenza mi è sfuggita.
        Immagino quindi che siano ancora tantissime le cose che non riesco a vedere nella loro semplicità! E per questo vale la pena continuare a cercare! 🙂

  7. Aggiungo anche i miei complimenti a Luca per questo articolo chiarissimo, essenziale e molto stimolante. Anch’io aspetto il prossimo. Grande stima anche a MO per l’opportunità che ti ha offerto, un bell’esempio di altruismo.
    Grazie

  8. ciao Luca ho letto l’articolo fino in fondo riservandomi un secondo momento di riflessione di fronte al computer e devo dire che è molto interessante. Il mio flusso di lavoro è lab-centrico ed ammetto di aver faticato un pò ragionando fuori dai miei schemi. Sarebbe interessante capire se è possibile sfruttare queste tecniche di selezione in contesti in cui funzionano meglio delle selezioni ricavate in lab. Ciao e complimenti Dario

    1. Ciao Dario.

      Mi sto ponendo anch’io la tua stessa domanda è non ho ancora una risposta certa. Ora che la tecnica è condivisa mi auguro che delle indicazioni possano arrivare anche da altri appassionati.

      Se il tuo flusso di lavoro è prevalentemente in Lab non vedo ora motivi particolari per non rimanerci. Se hai pazienza magari fra un paio di articoli potresti trovare qualcosa per te più interessante. 😉

  9. Mi aggiungo ai complimenti a Luca. Splendido articolo con una ottima scelta di esempi grafici che semplificano enormemente le parole che stranno attorno. Ma già sapevo che avrebbe fatto un ottimo lavoro. Bravo

    1. Grazie Roberto! È davvero un bel complimento. Non ero per niente sicuro di aver scritto un articolo semplice. 😉

  10. Aggiungi e Sottrai non mi erano mai serviti e mai a dire il vero li avevo esplorati. Hanno un potenziale incredibile. Bravo Luca ed un saluto a MO. Sono anni che non ti vedo Marco, sarebbe ora di una bella chiacchierata? 😉

    1. Grazie Emanuele. È vero, sottrai e aggiungi offrono davvero grandi possibilità, oltre ad essere concettualmente molto facili, visto che ci riportano ad operazioni con le quali abbiamo confidenza fin dalle alle elementari. 🙂

  11. Ciao Luca,
    mi associo ai complimenti per l’articolo quanto a chiarezza e a risultati ottenuti. Le tecnica è assai stimolante perchè permette di esplorare vari ambiti – maschere, dominanti, saturazione – con un approccio di tipo discorsivo e per nulla ostico.
    Grazie mille per l’omaggio assai gradito.

    1. Ciao Francesco,
      Grazie a te per il commento.
      Sono contento che tu abbia usato il termine “esplorare”, mi piace molto. Anche questa tecnica è il risultato di un’esplorazione. Se dovessi definire un inizio di tale esplorazione, la prima cosa che mi viene in mente è un articolo di Marco di uno o due anni fa sul come creare dei falsi canali “a” e “b” a partire da RGB. Probabilmente è da quell’articolo che ho iniziato a considerare il metodo di fusione “sottrai”.

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