Roadmap #38 – Marina di Pulsano

Questa sarà probabilmente l’ultima Roadmap per un po’ di tempo, visto che la serie dei primi corsi e workshop del 2014 si è conclusa in Puglia lo scorso week-end. C’è una curiosa coincidenza: quando realizzai il mio videocorso sul flusso di lavoro PPW per Teacher-in-a-Box nel 2011 utilizzai come ultima immagine questo scatto, fornitomi dall’amico e collega Andrea Iacca:

Marina_di_Pulsano

La fotografia ritrae un’importante area archeologica situata presso Marina di Pulsano in provincia di Taranto. Non avevo mai visto il luogo e specificamente non l’ho visto neppure stavolta, ma il workshop di ieri, domenica 1 giugno 2014, si è svolto proprio a Marina di Pulsano.

Organizzato dal gruppo fotografico Diafragma e in particolare da Francesco Marinaro, questo workshop è stato nell’aria per mesi e si è concretizzato anche grazie alla sponsorizzazione di Fotocolor Liuzzi e Compulab, due note ditte rispettivamente di Taranto e Bari. Diafragma, devo dire, ha curato i dettagli fino all’inverosimile, allestendo lo spazio didattico in un luogo stupefacente come l’Agriturismo Tenuta Barco di Eméra, la cui bellezza è davvero difficile da descrivere.

Il workshop prevedeva una giornata di introduzione alla correzione del colore, con i soliti argomenti di base e qualche incursione nel metodo colore Lab. Una ventina i partecipanti, tutti fotografi e qualcuno operante nel campo della stampa e prestampa.

Questo è stato il mio terzo corso o workshop in Puglia, dopo i due CCC di Ostuni (2011) e Bari (2012), e sono naturalmente tornato sui luoghi del delitto con grande piacere. La parola esatta per descrivere il ritmo di questa trasferta sarebbe rush, che implica una certa frenesia: sono atterrato a Bari alle 18 di sabato 31 maggio, dove sono riuscito anche a passare una ventina di minuti assieme ad Antonella Desiati, che aveva organizzato il CCC barese di due anni fa e dove ho pernottato. Al mattino presto, trasferta a Marina di Pulsano, a circa un’ora e mezza di auto, workshop, rientro a Bari dopo cena e partenza stamattina alle 6:20 alla volta di Treviso. Ovvero, solo 36 ore complessive nella regione delle case bianche – un record personale a quanto riesco a ricordare.

Parlare della squisita ospitalità del Sud è abbastanza scontato. Mi limiterò quindi a dire che l’organizzazione della giornata è stata impeccabile e svolta, oltre che con professionalità, con reale motivazione e passione – due componenti imprescindibili per chi svolge, in ultima analisi, attività di volontariato culturale come i gruppi fotografici. Una menzione particolare al pranzo e ai coffee-break, lontani anni luce da alcune esperienze raffazzonate e frettolose che a volte si è costretti a mettere in piedi in questi contesti. La chiamerei una giornata di relax e formazione all’insegna del colore, in questo caso. Inoltre mi ha sorpreso davvero il livello e la logica delle domande che sono emerse, alcune delle quali piuttosto complicate, segno palese per una volta che un certo tipo di tecniche e di cultura stanno finalmente prendendo piede.

Si tratta, naturalmente, di argomenti di nicchia, ma la sensazione è che ci sia un gruppo sempre più agguerrito anche se minuscolo di utenti che abbia deciso di uscire dalle pastoie di alcuni metodi preconfezionati che da un lato portano a risultati potenzialmente interessanti ma dall’altro crollano miseramente su un aspetto che invece, nelle tecniche che io propongo (naturalmente mutuate dalle idee di Margulis) è fondante: l’analisi e il controllo finale dell’immagine tramite i numeri.

Si percepisce amche una certa urgenza, nei fotoamatori evoluti, di capire fino a che punto Lightroom e Camera Raw possano sostituirsi a Photoshop, e dove invece sia necessario o perlomeno opportuno intervenire con tecniche più tradizionali e, va detto, tendenzialmente meno standardizzabili e più onerose dal punto di vista del tempo di esecuzione. E non credo che esista una risposta definitiva e chiara alla domanda, anche perché le variabili in gioco sono tantissime, a cominciare dalla tipologia dell’immagine. Quello che è certo è che in alcuni campi fotografici il flusso di lavoro ACR-centrico, come lo chiamo spesso, ovvero incentrato attorno a Camera Raw in cui si tende a fare tutto fuorché la stampa (che non si può fare) stia mostrando una corda che era ben visibile da tempo ma che per diversi motivi è stata ignorata. La maggior parte dei partecipanti a questi workshop o corsi non può e non vuole prescindere da Photoshop.

È stata una piacevole sorpresa anche rilevare che la maggior parte dei partecipanti al workshop erano già fruitori dei miei videocorsi realizzati per Teacher-in-a-Box e avevano deciso di partecipare per interesse, per approfondire, per chiarirsi dei dubbi o semplicemente per avere l’occasione di interagire dal vivo – un aspetto che inevitabilmente manca a un corso pre-registrato.

Diverse persone hanno espresso il desiderio di vedere un nuovo CCC di due giorni in Puglia: ne stiamo parlando anche se di certo non verrà organizzato in tempi brevissimi. Ci sono sinergie interessanti tra il gruppo di Taranto e MODStudio di Bari, il cui rappresentante Max Arcano era presente ieri (ed è stato anche il mio autista al mio arrivo a Bari – grazie di cuore, Max), e chissà che anche questo non porti a qualcosa. Max ha coordinato il gruppo barese dei partecipanti al workshop, coadiuvando Francesco nell’organizzazione.

Il mio ringraziamento, quindi, a tutti: Francesco Marinaro e la sua famiglia innanzitutto (con una menzione speciale per Nivhea, che con i suoi 12 anni ha svolto il compito di fotografa ufficiale delle varie consegne di attestati e altro con notevole attitudine), Max Arcano, i miei due compagni di viaggio di domenica e tutti i partecipanti. Non posso dimenticare, naturalmente, Andrea Iacca, che si è fatto 100 km per venire a salutarmi nonostante il poco tempo a disposizione.

Del Sud, come sempre, mi rimangono la generosità e lo spirito. Al ritorno da queste trasferte sono sempre convinto del fatto che ci sono oggi più energie fresche e creatività sotto Roma che sopra, e lo dimostrano le realtà e le persone incontrate a Napoli, a Reggio Calabria, in Sicilia, e naturalmente anche in quest’ultima tratta pugliese. A prescindere da questo, ci torno sempre volentieri e spero di poterlo fare a breve, magari con più tempo.

I miei prossimi impegni didattici riguardano essenzialmente gli esami di fine anno all’Istituto Palladio e qualcosa che sto preparando per l’autunno ma che toccherà probabilmente soprattutto il Nord. Più un’idea, che non si sa, vedremo, forse, ma potrebbe anche essere.

Un caro saluto a tutti!
MO

Un pensiero su “Roadmap #38 – Marina di Pulsano”

  1. Bellissima roadmap, come al solito. Stavolta ero proprio curioso di sapere se avresti menzionato la lunghezza tristemente nota dei pranzi del sud. So che apprezzi, nel tuo stile inglese c’é sempre una buona forchetta! 😉

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