Nelle due parti precedenti di questo articolo (che potete trovare qui: prima parte e seconda parte) abbiamo esaminato alcune problematiche generali relative a come Adobe Camera Raw (ACR) tratta i files. La conclusione principale è schematizzabile come segue: quando un file raw viene aperto in ACR esso viene convertito in uno spazio di lavoro interno per le manipolazioni possibili in ACR, e poi in uno dei quattro spazi di lavoro selezionabili per l’apertura in Photoshop. Questi quattro spazi, lo ricordiamo, sono sRGB, AdobeRGB, ColorMatch RGB, ProPhoto RGB.Continua la lettura di La scatola nera di Adobe Camera Raw – pt. 3→
Nella prima parte di questo articolo ho esaminato il comportamento di un file tiff aperto in ACR (Adobe Camera Raw). Si trattava di un file di prova creato in Photoshop con campioni dei colori primari di RGB, le loro somme (CMY) e tre neutri di diversa luminosità. I punti salienti erano questi:
Sappiamo che ACR lavora internamente in una variante di ProPhoto RGB. Il file originale viene poi convertito nel profilo di lavoro nel momento in cui viene aperto.
I campionatori colore in ACR restituiscono i valori RGB nello spazio prescelto per l’apertura nella finestra “Opzioni flusso di lavoro”.
Su nove campioni di colore, otto vengono tradotti correttamente; uno, il giallo, presenta una discrepanza piuttosto notevole (sette punti nel canale R).
Era il più sadico degli esperimenti previsti nel corso di Esperimentazione Fisica II all’Università: tutti lo chiamavano “la scatola nera”. Non era proprio nera, ma grigiastra; purtroppo, però, era ermeticamente sigillata. Ogni scatola conteneva un circuito elettrico di qualche tipo, ma non si sapeva quale; e ogni scatola conteneva un circuito diverso. Varie scatole venivano assegnate a caso ai gruppi di lavoro e tutto ciò che avevamo a disposizione era quanto segue:
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