Roadmap # 13 – Verona (TOTR)

TOTR, ovvero Teachers-on-the-Road: l’invenzione del 2012 di Teacher-in-a-Box, di cui mi pregio di essere collaboratore. L’idea è semplice: ci hanno fatto parlare sempre da una cabina, a un pubblico immaginario – che poi, peraltro, si mette in contatto con noi via mail, via facebook, o si incontra alle fiere; ora, fuori dal box, sulla strada. Un tour di seminari di un giorno in diversi luoghi d’Italia, per portare i “nostri” argomenti a un pubblico vero, in grado di interagire con noi in tempo reale. Il tour è partito lo scorso anno con l’ottima serie di corsi sull’editoria elettronica tenuti da Andrea Spinazzola. Ho partecipato alla data di Milano ed è stata una delle esperienze più interessanti di tutto l’anno. Dopo Andrea, tocca a me – e visto il livello dei suoi interventi confesso di sentire una certa responsabilità, se devo mantenere la quota da lui raggiunta.

Tappa di Verona, la prima: una specie di riscaldamento in visita delle prossime – il tutto organizzato a velocità supersonica dal team di Teacher-in-a-Box con la consueta cura per i dettagli. L’esperienza è davvero interessante: alcuni dei partecipanti già conoscevano i miei videocorsi e sono venuti per approfondire cose che avevano già ascoltato; altri erano quasi del tutto nuovi. Un’allieva anche da parte dell’amico Marco Diodato, e fa sempre piacere ritrovare qualcuno che ha lavorato e studiato con chi si conosce bene. La mia impressione è che a volte basti molto poco per far andare a posto alcuni elementi magari un po’ meno chiari nella testa di chi ha seguito un videocorso, ma che sia molto più facile farlo interagendo di persona. Il problema, semmai, è trovare un linguaggio in grado di parlare contemporaneamente a chi è già un po’ esperto e a chi comincia da zero.

L’atmosfera è la solita, familiare e rilassata, come se si stesse facendo una specie CCC di un giorno solo: quattro ore al mattino, la pausa pranzo (in cui la parola “profilo colore” gira molto più della parola “bistecca” o “caffè”), quattro ore al pomeriggio con una sessione aperta alla fine. Il mio schema è quello di lavorare su esempi tratti dai videocorsi e anche su alcune cose nuove, magari nuove immagini che nel tempo si sono dimostrate migliori di quelle scelte a suo tempo per gli esempi. E, se sento che l’attenzione regge, tentare un paio di manovre più complesse, come una fusione incrociata tra RGB e CMYK.

In ordine sparso, e per l’amarcord di chi ha visto gli ultimi corsi, oggi pensavo che:

  1. L’immagine della donna sulla panchina è un classico che non abbandonerò. È un esempio perfetto di come per individuare il punto di luce corretto si debba un po’ ragionare sul contesto. Quando la propongo, invariabilmente viene scelto un punto sbagliato, o perlomeno non perfettamente adatto. Quando spiego perché non concordo con la scelta tutti capiscono al volo la filosofia nascosta che utilizzo e le scelte successive risultano molto più facili. È una rara fotografia in cui la stessa persona, a causa dell’abbronzatura, possiede due toni distinti dell’incarnato che sono interessanti da analizzare.
  2. L’immagine del leone albino sotto l’albero (per gentile concessione di Doris Franceschini) è un altro classico consolidato. Mette insieme problematiche percettive abbastanza serie con una correzione che, seppur banale come tecnica, non è intuitiva proprio a causa della difficoltà di accettare che il leone non può essere verde a causa della presenza delle foglie. È anche un raro esempio di immagine dominata da due soli colori, cosa che rende abbastanza difficile la differenziazione della vegetazione.
  3. L’immagine della donna bionda è un ottimo esempio di fusione incrociata tra RGB e CMYK, e una rampa di lancio notevole per l’utilizzo di Applica immagine in un contesto avanzato.
  4. Le persone sono estremamente attratte dalle fusioni strane che si possono realizzare senza considerare il colore e poi utilizzando il livello ottenuto in metodo di fusione Luminosità.
  5. Visto il numero di domande che arrivano dietro le quinte, un corso itinerante dedicato esclusivamente allo sharpening potrebbe riscuotere un certo interesse.
  6. Sarebbe ora che si facesse chiarezza totale, per tutti, nessuno escluso, sui principi di base della gestione del colore, che ormai introduco in qualsiasi seminario e corso: se non li introduco, il blocco è garantito (ci sono più Photoshop con le impostazioni colore sbagliate di quanti se ne possano immaginare), e comunque l’argomento viene sempre richiesto.

Ringrazio Ana Paula Tamburini e Alice Martini per la loro presenza e per il consueto affetto che dimostrano nei miei confronti; e, soprattutto, la prima per aver procurato tramite Canon quello che credo sia il miglior proiettore con cui abbia lavorato finora.

Ospite d’onore: una signora abbastanza anziana, riconoscibile come “la madre del docente”, che per la prima volta è riuscita finalmente a capire a grandi linee di cosa io vada a parlare quando entro in qualche classe. Ascoltare otto ore di teoria del colore e tecniche di correzione a 70 anni passati, se me lo concedete, è eroico. La cena pagata, in cambio della “bella giornata”, a me e ad Alice, invece, non ha prezzo. 😉

Frase storica del giorno: “ma la tua voce è uguale!” (un partecipante che già conosceva i videocorsi).

Sorpresa finale: la telefonata di Peppe Ferreri, organizzatore del CCC di Gela appena finito, che mi chiama a ora di cena per chiedermi: “e allora… com’è andato il workshop di Verona?”. Cose semplici che sollevano il morale, peraltro già sufficientemente alto.

Infine, e lo cito qui perché vorrei che rimanesse nel tempo, mentre il corso si avviava a conclusione ho ricevuto la triste notizia della morte di Nic Potter: una vecchia conoscenza con cui ho suonato (era il bassista dei Van der Graaf Generator) e condiviso diverse idee e progetti musicali tra il 2005 e 2006. L’avevo perso di vista da un po’ e non sapevo che fosse malato, ma ora mi manca molto – così come mancherebbe un compagno di strada, anche se il nostro tratto comune fu abbastanza breve. Quindi, Nic, la mia ultima immagine di oggi – una bella fotografia di una bella modella presentata da uno dei partecipanti, è dedicata a te: apprezzavi la bellezza, in tutti i sensi, e avresti sorriso sornione, come sapevi fare. Ciao, amico mio.

Grazie dell’attenzione e a presto!
MO

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